Parrebbe un'ovvietà, ma vi assicuro che così non è!

Mi perdonerà Giovanni Storti, del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, se prendo una sua immagine divenuta virale sul web, che sembra esprimere il concetto di scoperta dell'acqua calda, ma credo che non ci sia un concetto migliore per sottolineare qualcosa che dovrebbe essere insito nella cultura quotidiana, e che invece rimane ancora un tabù per tante, troppe persone.

Anzi, visto che proprio Giovanni è un amante della Sardegna, se dovesse trovarsi a Cagliari in occasione di uno dei miei corsi, che svolgo assieme a Manuela e Fabio, sarebbe un grandissimo onore averlo come testimonial delle importantissime manovre salvavita BLSD.

Ma, a parte il neppure tanto velato invito che chissà se Giovanni leggerà mai, voglio raccontare una vicenda che mi (“ci”, a dire il vero) è accaduta non molto tempo fa in una nota e popolatissima zona turistica del sud Sardegna.

Proprio in occasione di un corso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation), prima di arrivare alla sede del corso, con Manuela siamo andati a prendere un caffè in un locale vicino. Bellissimo locale, molto curato, il personale è stato gentilissimo, il caffè era ottimo, e la ciliegina sulla torta sembrava essere la presenza del defibrillatore nel locale!

 

Sembrava” non perché non ci fosse: c'era eccome!

Abbiamo fatto i complimenti al personale per la presenza di uno strumento salvavita così importante, solo che le loro risposte sono state tutt'altro che rassicuranti.

La prima è stata che era lì perché un altro esercizio commerciale non lo poteva tenere all'interno. Non ne conosco il motivo, ma se questo serve a far stare un DAE in un locale pubblico, magari aperto più ore al giorno, ben venga! Un grandissimo vantaggio, sia per la popolazione residente, sia per la moltitudine di turisti che affolla questa località; oltre al fatto che un locale del genere assicura la possibilità di poter trovare il salvavita con facilità.

Difatti siamo rimasti stupiti che non ci fosse il cartello indicatore all'esterno... ma le risposte successive sono state ancor più eloquenti!

Ma noi mica lo possiamo usare!

E se poi ammazzo qualcuno?

Se interviene l'ambulanza, lo prendono e lo usano!

Ovviamente sono tutte affermazioni prive di fondamento! Ma l'ovvietà, evidentemente, non è poi così tanto ovvia! Ed ora (ri)spiego il perché!

  1. Il DAE può essere utilizzato da chiunque. È un apparecchio programmato con una voce guida, che spiega ogni passo da compiere: ciò al fine di poter diffondere la cultura della defibrillazione precoce sul territorio, in modo che, in assenza di personale opportunamente formato, anche un passante possa provare a salvare una vita umana.
  2. L'unico modo per provare ad ammazzare qualcuno con un DAE è quello di sbatterlo violentemente sulla testa di qualcuno. Il DAE non eroga alcuna scarica se non è necessario, anche se viene premuto il pulsante di scarica mille volte!
  3. Se dovessimo aspettare l'arrivo di un'ambulanza per poter utilizzare il DAE, in alcuni casi ci sarebbe da attendere 20/30 minuti! Ed inoltre, ogni ambulanza di base è dotata di defibrillatore all'interno: non avrebbe alcun senso dover usare quello del posto.

Ecco perché è necessario fare i corsi BLSD! Imparare le manovre corrette per una buona rianimazione cardiopolmonare, imparare ad usare un defibrillatore senza dover attendere le sue spiegazioni, imparare le manovre di disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo... e fare corretta informazione!