Lo scrivo tre giorni dopo, a bocce ferme, proprio per non sembrare una considerazione di pancia!

Domenica 24 febbraio 2019, in Sardegna si sono svolte le elezioni per la nomina del Presidente della Regione e del XVI Consiglio Regionale della Sardegna. Il risultato spicciolo è già sulla bocca di tutti: ha vinto il candidato della coalizione di centro-destra Christian Solinas, a seguire il candidato del centro-sinistra Massimo Zedda.

Questa è l’impietosa sintesi di tutta una serie di successive considerazioni mai fatte (o forse solamente mai lette), che invece andrebbero fatte da ogni singola corrente politica, sia essa espressione di un partito o di un movimento.

Partiamo dal primo risultato lampante: la coalizione di Christian Solinas raccoglie il 47,81% di preferenze, ovvero 363.485 voti; quella di Massimo Zedda il 32,93%, ovvero 250.355 voti. Letto così, il risultato ha ben poco da essere analizzato: è una sonora batosta ai danni del centrosinistra! Ed in effetti è quello che sento dire da due giorni a questa parte, oltre alle gratuite ed inutili offese rivolte agli elettori del centrodestra.

Ma… c’è un “ma”!

C’è prima di tutto la considerazione del “ma qual è il partito che ha preso più voti?” Il Partito Democratico della Sardegna, con il 13,48% dei voti complessivi!

Questo deve far capire un po’ di cose: non certamente che la Sardegna è di sinistra, bensì che l’elettorato più attivo è quello della sinistra! Perché, inoltre, il partito che si avvicina di più a questo importante risultato, è la Lega Salvini – Sardegna, con l’11,35%.

Altra considerazione concatenata: nel 2014 la Lega aveva lo zero percento, oggi l’undici percento. Sarà il fatto che l’undici percento dei sardi è coglione (non è il mio pensiero, l’ho letto su alcuni post), oppure la Lega è rappresentata da un leader politico che sta facendo semplicemente ciò che ha detto in campagna elettorale?

Attenzione: non sto dicendo che abbia fatto cose giuste a prescindere!! Così come non attacco la sinistra per partito preso!

In Sardegna il centrosinistra è stato rappresentato da Massimo Zedda, sindaco di Cagliari. Anzi, stando ai rumors ed alle social news, dovremmo definirlo già ex sindaco, visto che parrebbe essere propenso a sedersi sui banchi dell’opposizione in Consiglio Regionale, piuttosto che tornare nel Palazzo Bacaredda di via Roma. Questa rappresentanza è piaciuta, indubbiamente! Ma non è bastata a rassicurare gli elettori sulla riduzione del possibile danno, dato che il confronto con i dati precedenti mostra una perdita del PD che si attesta all’ 8,5%! Numero ancora più rilevante, se si parte dalla base del 22% del 2014 (oltre un quinto dei voti).

Ma sono anche convinto che non è Massimo Zedda che ha perso! Così come non ha vinto Christian Solinas!

…e cioè?

Fra gli schieramenti politici vincitori, decretati ufficialmente dai dati a disposizione sul sito della Regione Sardegna (sul quale è meglio che non mi esprima), c’è il Partito Sardo d’Azione, del quale è segretario… Christian Solinas! Ma la storia del PSd’Az è di tutt’altro schieramento! Solo che, lo sappiamo perfettamente, nel corso della storia accadono tanti sconvolgimenti politici… al punto di dover assistere anche ad un sostanziale cambio di rotta!

E difatti, in campagna elettorale a nulla è servito scomodare la figura di Emilio Lussu, cofondatore del PSd’Az, ed al suo presunto rivoltarsi nella tomba: Armungia, città natale di Emilio Lussu, ha consegnato al PSd’Az di oggi il 31,3% dei voti, e complessivamente il 53,78% dei voti alla coalizione di Christian Solinas! Si sarà anche rivoltato, ma… un partito che parte dal riscuotere un 4,67% di consensi nel 2014 appartenendo alla coalizione con Ugo Cappellacci (di Forza Italia, vedi dopo) e oggi arriva al 9,9%, evidentemente ha vinto e convinto!

Fra gli altri vincitori, c’è la storica corrente di Forza Italia. L’unica cosa che è degna di nota è il punto finale! Perché parlare di vittoria in una corrente politica che partiva da una base elettorale (nota nel 2014) del 18,56% ed arriva oggi all’ 8,01%, perdendo oltre il 10% di consensi, è un’aberrazione sociale; e credo che nessuno dei fan del Cavaliere possa salire sul carro dei vincitori, partendo da questo risultato! Ci salirà, per forza di cose, grazie alla coalizione!

Sul carro dei vincitori ci può salire a pieno titolo Fratelli d’Italia! Anzi, Fratelli d’Italia Sardegna, senza nulla togliere alla Giorgia Meloni nazionale, che più volte si è “scomodata” (messo tra virgolette proprio per apparire una battuta) a venire in Sardegna ed a garantire il più grande supporto ai politici locali rappresentanti del partito (Sasso Deidda e Paolo Truzzu -2297 voti- in primis)! Ci sale a pieno titolo perché il precedente 2,83% (ma è più significativo il dato dei 19.275 voti) del 2014 è consolidato e rafforzato fino al 4,73% di oggi. Il dato percentuale non lo si può definire matematicamente raddoppiato, il dato numerico neppure: 33.423. Ma poco ci manca…

Lo dico così, senza peli sulla lingua: secondo me, se Fratelli d’Italia si staccasse dal Cavaliere, prenderebbe anche buona parte dei consensi di Forza Italia!

Tanto contestati, tanto discussi, estremamente inesperti e grossolani (ho letto anche questo), sono i militanti del Movimento 5 Stelle, che intanto hanno corso da soli, attestando un 9,72% al partito! Ora, dite quello che volete; ma intanto hanno preso quanto il PSd’Az, più di Forza Italia, più dei tre partiti del centrosinistra dopo il PD messi assieme (Liberi e Uguali, Campo Progressista e Noi, la Sardegna)! Meriterebbero di salire a pieno titolo sul carro dei vincitori!

Anche Autodeterminatzione ha fatto la corsa da solo, ed ha ottenuto un risultato da tenere in considerazione, anche se ufficialmente non avrà un posto al sole di via Roma. 13.448 persone hanno detto di credere ad un progetto indipendentista, che ha “testa, cuore e gambe in Sardegna”. Stanti i risultati di numerose altre correnti politiche, auspicare un 5% per Andrea Murgia sarebbe stata pura follia, ed infatti la lista si prende un 1,82%; ma ha senso analizzare il dato in prospettiva, visto che Mauro Pili si è presentato ugualmente con una sola vetrofania (Sardi Liberi), prendendo il 2,31% (a fronte di una coalizione del 2014 che gli aveva attestato un 5,72%); al pari di Paolo Maninchedda con il Partito dei Sardi, che attesta alla lista un 3,35% (in netto miglioramento rispetto al 2,67% del 2014).

Tutto questo potrebbe essere letto come un monito per Christian Solinas, ma fondamentalmente lo deve essere per tutte quelle forze politiche che si sono ritrovate nella stessa coalizione vincitrice: è ora iniziata una partita molto importante per il futuro della Sardegna, e non è improbabile pensare che questo scenario sia propedeutico alle attività politiche future in Italia.