Giuliano Amato (poco)…
Egregio signor Giuliano Amato
Con grande rammarico ed amarezza leggo oggi, 24 agosto 2011, sulle notizie del quotidiano L’Unione Sarda, una citazione di una sua frase che rumoreggia così: “troppa Sardegna nella vita politica italiana.”.
Premetto che non ho certamente gradito la frase, da persona orgogliosa di essere Sarda e con la “S” maiuscola, e prima di strappare qualche byte al mio blog per dedicare questa mia riflessione sulla sua intrepida affermazione ho esitato qualche ora. Fatto salvo il commento su Facebook, espresso con un epiteto in sardo che però ha reso perfettamente l’idea anche a coloro che di sardo ne masticano poco.
Ho esitato perché, poco onorevole signor Amato, della vita politica italiana di quest’ultimo periodo non ho un gran bel concetto. Fondamentalmente non ho un gran bel concetto di tanti politici italiani, sia di destra sia di sinistra s’intende. Quelle persone che dovrebbero rappresentare la classe dirigenziale della Repubblica, troppo spesso sono diventati delle marionette che, per biechi giochi di potere e spregevoli spartizioni di soldi, sono capaci di negare la propria idea appena sostenuta. E lei, signor Amato, fa parte di quella categoria di persone! Purtroppo per lei non è stato certamente l’eccezione che conferma la regola. Val la pena ricordarle come ha saggiamente ritoccato le pensioni degli Italiani… tranne la sua.
Forse perché si sente poco italiano? Certamente, mi creda, con oltre mille euro di pensione al giorno potrei anche io sentirmi poco italiano! Scelga pure la nazionalità che crede più idonea: trentunomilaquattrocentoundici euro al mese mi permetteranno di chiedere scusa a tutti coloro che invece si sentono italiani e come tali se la son presa a tergo grazie alle sue scaltre manovre da Banda Bassotti della finanza.
Tornando alla sua affermazione… Non se la prenda, ma la Sardegna rappresenta un onorevole pezzo di storia della nostra Italia, di quella Nazione che ha scritto, a sua volta, notevoli pagine della storia mondiale. Ancora non se la prenda, ma la Sardegna è fiera rappresentante di valori umani e sociali ed ha regalato all’umanità tanti personaggi di immenso spessore culturale, sociale e politico. Quei politici che facevano veramente la politica, nel senso più puro del termine derivante dalla πόλις e della logica dell’isonomia insegnata sin dall’antica Grecia…
Le vorrei ricordare, a tal proposito, che la Sardegna è patria di Amsicora e Iosto, che nel periodo duecentesco avanti Cristo guidarono i Sardi nella seconda guerra punica.
Le ricorderei anche che la Sardegna è patria di Sant’Eusebio e San Lucifero, vescovi sardi che nel nel 354 dopo Cristo parteciparono al congresso di Arles, in Francia, come legati papali combattendo l’eresia ariana.
Sarebbe d’uopo ricordarle anche che Barisone I Giudice d’Arborea fu incoronato re di Sardegna da Federico Barbarossa nel 1164.
Cito solo per brevità di discussione i nomi di Mariano IV d’Arborea, guerriero contro gli Aragonesi; Eleonora d’Arborea, Giudice autore della Carta de Logu; Gerolamo Araolla, poeta cinquecentesco che scrisse le sue composizioni in sardo; e continuerei con altri nomi illustri che hanno scritto notevoli passi di storia italiana. Certo, questi nomi non sono esponenti di spicco della nobile politica storica…
Pertanto è bene sottoporle un degno richiamo a Giovanni Maria Angioy, giudice della reale Udienza a Cagliari nel 1700; Giuseppe Manno, segretario di Carlo Alberto nel 1800; Efisio Cugia, Generale e politico di grande levatura; mi permetto d’includere Grazia Deledda, che se non è stata un personaggio politico in senso stretto è quantomeno premio nobel per la letteratura del XX secolo; Emilio Lussu, politico, scrittore e combattente della Brigata Sassari; Antonio Gramsci, e qui lascio alla sua conoscenza evocare le gesta di questo illustre personaggio; Antonio Segni, Presidente della Repubblica Italiana; Enrico Berlinguer, Segretario Nazionale del PCI; Francesco Cossiga, altro Presidente della Repubblica Italiana…
Signor Amato, cerco a stento di capire e accettare che la sua frase volesse evidenziare quanta mondanità è spesso fraintesa come elemento fondamentale nella politica, ma non è elemento devalorizzante avere un bel mare pulito, una natura incontaminata, un panorama invidiabile anche dalle isole più titolate.
E non è colpa della Sardegna e dei Sardi, quelli con la “S” maiuscola, se in Sardegna abbiamo anche le belle donne… Non ci siamo mai sognati di esporle in vetrina e mercificarle! Sarà forse che molta della mondanità tanto contestata è poi tanto agognata dalle persone sedute nelle poltrone dei palazzi romani?
Signor Amato, come Sardo attendo le sue scuse. Come Italiano mi vergogno di pagare le tasse per sostenere la sua pensione. E io le pago!
Aggiungo, ad uso dei miei lettori, che il testo di questo post è stato inviato all’indirizzo di posta elettronica reperito sul sito dell’Unione Europea: giuliano.amato(at)iol.it, e l’indirizzo è stato verificato da CentralOPS.net