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	<title>Geronimo Carreras</title>
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	<description>Geronimo Carreras Web Site</description>
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		<title>Giuliano Amato (poco)&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 08:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregio signor Giuliano Amato Con grande rammarico ed amarezza leggo oggi, 24 agosto 2011, sulle notizie del quotidiano L&#8217;Unione Sarda, una citazione di una sua frase che rumoreggia così: &#8220;troppa Sardegna nella vita politica italiana.&#8221;. Premetto che non ho certamente gradito la frase, da persona orgogliosa di essere Sarda e con la &#8220;S&#8221; maiuscola, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio signor Giuliano Amato</p>
<p>Con grande rammarico ed amarezza leggo oggi, 24 agosto 2011, sulle notizie del quotidiano L&#8217;Unione Sarda, una citazione di una sua frase che rumoreggia così: &#8220;troppa Sardegna nella vita politica italiana.&#8221;.</p>
<p>Premetto che non ho certamente gradito la frase, da persona orgogliosa di essere Sarda e con la &#8220;S&#8221; maiuscola, e prima di strappare qualche byte al mio blog per dedicare questa mia riflessione sulla sua intrepida affermazione ho esitato qualche ora. Fatto salvo il commento su Facebook, espresso con un epiteto in sardo che però ha reso perfettamente l&#8217;idea anche a coloro che di sardo ne masticano poco.</p>
<p><span id="more-217"></span></p>
<p>Ho esitato perché, poco onorevole signor Amato, della vita politica italiana di quest&#8217;ultimo periodo non ho un gran bel concetto. Fondamentalmente non ho un gran bel concetto di tanti politici italiani, sia di destra sia di sinistra s&#8217;intende. Quelle persone che dovrebbero rappresentare la classe dirigenziale della Repubblica, troppo spesso sono diventati delle marionette che, per biechi giochi di potere e spregevoli spartizioni di soldi, sono capaci di negare la propria idea appena sostenuta. E lei, signor Amato, fa parte di quella categoria di persone! Purtroppo per lei non è stato certamente l&#8217;eccezione che conferma la regola. Val la pena ricordarle come ha saggiamente ritoccato le pensioni degli Italiani&#8230; tranne la sua.</p>
<p>Forse perché si sente poco italiano? Certamente, mi creda, con oltre mille euro di pensione al giorno potrei anche io sentirmi poco italiano! Scelga pure la nazionalità che crede più idonea: trentunomilaquattrocentoundici euro al mese mi permetteranno di chiedere scusa a tutti coloro che invece si sentono italiani e come tali se la son presa a tergo grazie alle sue scaltre manovre da Banda Bassotti della finanza.</p>
<p>Tornando alla sua affermazione&#8230; Non se la prenda, ma la Sardegna rappresenta un onorevole pezzo di storia della nostra Italia, di quella Nazione che ha scritto, a sua volta, notevoli pagine della storia mondiale. Ancora non se la prenda, ma la Sardegna è fiera rappresentante di valori umani e sociali ed ha regalato all&#8217;umanità tanti personaggi di immenso spessore culturale, sociale e politico. Quei politici che facevano veramente la politica, nel senso più puro del termine derivante dalla πόλις e della logica dell&#8217;isonomia insegnata sin dall&#8217;antica Grecia&#8230;</p>
<p>Le vorrei ricordare, a tal proposito, che la Sardegna è patria di Amsicora e Iosto, che nel periodo duecentesco avanti Cristo guidarono i Sardi nella seconda guerra punica.</p>
<p>Le ricorderei anche che la Sardegna è patria di Sant&#8217;Eusebio e San Lucifero, vescovi sardi che nel nel 354 dopo Cristo parteciparono al congresso di Arles, in Francia, come legati papali combattendo l&#8217;eresia ariana.</p>
<p>Sarebbe d&#8217;uopo ricordarle anche che Barisone I Giudice d&#8217;Arborea fu incoronato re di Sardegna da Federico Barbarossa nel 1164.</p>
<p>Cito solo per brevità di discussione i nomi di Mariano IV d&#8217;Arborea, guerriero contro gli Aragonesi; Eleonora d&#8217;Arborea, Giudice autore della <em>Carta de Logu</em>; Gerolamo Araolla, poeta cinquecentesco che scrisse le sue composizioni in sardo; e continuerei con altri nomi illustri che hanno scritto notevoli passi di storia italiana. Certo, questi nomi non sono esponenti di spicco della nobile politica storica&#8230;</p>
<p>Pertanto è bene sottoporle un degno richiamo a Giovanni Maria Angioy, giudice della reale Udienza a Cagliari nel 1700; Giuseppe Manno, segretario di Carlo Alberto nel 1800; Efisio Cugia, Generale e politico di grande levatura; mi permetto d&#8217;includere Grazia Deledda, che se non è stata un personaggio politico in senso stretto è quantomeno premio nobel per la letteratura del XX secolo; Emilio Lussu, politico, scrittore e combattente della Brigata Sassari; Antonio Gramsci, e qui lascio alla sua conoscenza evocare le gesta di questo illustre personaggio; Antonio Segni, Presidente della Repubblica Italiana; Enrico Berlinguer, Segretario Nazionale del PCI; Francesco Cossiga, altro Presidente della Repubblica Italiana&#8230;</p>
<p>Signor Amato, cerco a stento di capire e accettare che la sua frase volesse evidenziare quanta mondanità è spesso fraintesa come elemento fondamentale nella politica, ma non è elemento devalorizzante avere un bel mare pulito, una natura incontaminata, un panorama invidiabile anche dalle isole più titolate.</p>
<p>E non è colpa della Sardegna e dei Sardi, quelli con la &#8220;S&#8221; maiuscola, se in Sardegna abbiamo anche le belle donne&#8230; <strong>Non ci siamo mai sognati di esporle in vetrina e mercificarle!</strong> Sarà forse che molta della mondanità tanto contestata è poi tanto agognata dalle persone sedute nelle poltrone dei palazzi romani?</p>
<p>Signor Amato, come Sardo attendo le sue scuse. Come Italiano mi vergogno di pagare le tasse per sostenere la sua pensione. E io le pago!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aggiungo, ad uso dei miei lettori, che il testo di questo post è stato inviato all&#8217;indirizzo di posta elettronica reperito sul sito dell&#8217;Unione Europea: giuliano.amato(at)iol.it, e l&#8217;indirizzo è stato verificato da CentralOPS.net</p>
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		<title>Serie A &#8211; Serie B&#8230; Serie Z. Io la vedo così&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 14:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco, finalmente, la nota di cui si parlava così tanto&#8230; http://www.facebook.com/notes/sandro-cocco/volontari-di-serie-a-e-di-serie-b-/1943717565797 Mi è sfuggita, evidentemente. Mea culpa per non averla vista ed eventualmente per non aver espresso la mia opinione. Probabilmente qualcuno si sarà accorto che da un po&#8217; di tempo sto evitando di commentare e di rispondere ai “panni sporchi” di Croce Rossa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, finalmente, la nota di cui si parlava così tanto&#8230;</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/notes/sandro-cocco/volontari-di-serie-a-e-di-serie-b-/1943717565797">http://www.facebook.com/notes/sandro-cocco/volontari-di-serie-a-e-di-serie-b-/1943717565797</a> </p>
<p>Mi è sfuggita, evidentemente. Mea culpa per non averla vista ed eventualmente per non aver espresso la mia opinione.</p>
<p>Probabilmente qualcuno si sarà accorto che da un po&#8217; di tempo sto evitando di commentare e di rispondere ai “panni sporchi” di Croce Rossa in una bacheca pubblica come Facebook, sperando di avere a che fare con colleghi che hanno la capacità di dialogare e di individuare il problema per migliorare e non per distruggere la controparte&#8230; Invece, mio malgrado, continuo a scoprire sempre più frequentemente che sono spesso circondato da persone dalla doppia faccia, allenate sapientemente nella disciplina del doppiogiochismo.</p>
<p>Lo sfogo di Alessandro è assolutamente lecito, o quantomeno legittimato dalla continua, e talvolta ossessionante, cantilena di lamentele postata sulle pagine di un Social Network, che probabilmente è nato non come &#8220;forum&#8221; (i tecnici di Internettismo avranno carpito la differenza sostanziale) bensì come uno spazio dove chiunque può raccontare della propria esistenza.</p>
<p>Certo, chi fa parte della CRI ha ovviamente la possibilità di usare la bacheca virtuale per raccontare e raccontarsi, per rappresentare il proprio vissuto e di enfatizzarlo a proprio piacimento, non foss&#8217;altro perché risponde in prima persona di ciò che scrive (quando ha almeno la faccia di usare il proprio Nome e Cognome); e tale Sistema di Comunicazione (da Formatore Nazionale PSTI mi vien facile il parallelo con una delle lezioni che prediligo nei corsi Istruttori) è anche un ottimo veicolo di &#8220;fidelizzazione&#8221; dei tanti altri colleghi che sovente si dilettano nel prendere parte a delle polemiche spesso sterili, probabilmente animati da uno spirito che personalmente non credo sia proprio di Croce Rossa.</p>
<p>Lo dico amaramente, per il semplice fatto che continuo ad essere orgoglioso di portare quell&#8217;emblema sul maglione blu (anche in questo caso sono volutamente provocatorio nella citazione del colore della divisa) o sulla magliettina logora e sbiadita dai tanti interventi. Sono fiero di appuntare sulla mia giacca la spilla di Croce Rossa, senza che questa riporti alcuna scritta, proprio perché credo che ognuno di noi sia (e debba essere) una rappresentazione di tutta la Croce Rossa anche nella vita quotidiana&#8230;</p>
<p>Dopo aver letto alcuni commenti, fra l&#8217;altro anche condivisibili se questi fossero stati proposti nelle sedi appropriate, mi chiedo (e vorrebbe essere una domanda retorica, ma non so fino a quanto lo possa essere realmente ) se il Punto d. del Paragrafo 5 dell&#8217;Articolo 1 del Capo 1 (in CRI piacciono tanto queste long-lists) del Codice Etico e di Buona Condotta sia noto agli autori di questi innumerevoli post&#8230;</p>
<p>Per non affaticare la mente nel ricordare ogni capoverso del Codice: &#8220;Quest’azione mette in luce positivamente, o almeno non negativamente, me e la Croce Rossa Italiana?&#8221;.</p>
<p>La risposta è facile, forse scontata&#8230;</p>
<p>Lo stesso Codice individua una responsabilità fondamentale per tutti gli appartenenti alla Croce Rossa Italiana, siano essi Volontari o Dipendenti: “instaurare rapporti di lavoro positivi con gli altri volontari o colleghi, prendendo coscienza dell’importanza dell’interazione.”.</p>
<p>Interazione&#8230; una bella parola che molto spesso è dimenticata in qualche deposito di rifiuti speciali! Inter-Agire&#8230; Agire Insieme. So benissimo che il significato di questa parola è ben noto a tutti quanti, probabilmente è meno nota l&#8217;applicazione di tale significato alla realta locale di ogni singolo gruppo di CRI. Poiché interagire non significa essenzialmente &#8220;fare (bene) qualcosa con gli altri&#8221;, ma più esattamente, da definizione enciclopedica, si tratta di una &#8220;influenza reciproca tra due fenomeni, elementi, persone etc.&#8221;. Ovvero le persone devono essere propositive nell&#8217;ottica di influenzare positivamente le attività di tutti&#8230; In pratica, un lavoro d&#8217;equipe! Come quello che si svolge in ogni servizio di Croce Rossa, sia esso in aiuto degli indigenti, dei drop-out, dei malati, sia in ambulanza, sia con i fedelissimi amici cani da soccorso, etc.</p>
<p>L&#8217;interazione porta inevitabilmente all&#8217;evidenza delle criticità: sbaglia solo chi agisce, chi sta immobile a guardare non sbaglierà mai! Un po&#8217; come quel detto che gli incidenti stradali capitano a chi guida&#8230; Ovviamente è bene porre una giusta prudenza (nella guida, come nella conduzione di un Comitato o Gruppo di Croce Rossa <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ), ma è altresì evidente che solo con la giusta collaborazione di tutti si possono affrontare le criticità ed individuare le azioni correttive da apportare. Nei &#8220;percorsi qualità&#8221; questo modus operandi è spesso abbreviato come P.A.O. (Piano di Adeguamento Organizzativo), dove si analizzano i processi per codificare le Procedure Operative definitive. Perché in Croce Rossa questo non deve esistere? (Altra domanda pseudo-retorica).</p>
<p>Perché dobbiamo continuare ad apparire come un branco di cani sciolti anziché uniformare tutto il nostro operato ad una linea guida comune? Eppure siamo avvezzi alle linee guida: siamo i primi a confrontarci nelle gare di soccorso sfoderando incredibili capacità nell&#8217;esecuzione di tecniche dettate da linee guida&#8230; La linea guida non è un dettame supremo che proviene dal &#8220;vertice della piramide&#8221;! Ricordo bene che lo stesso Commissario Nazionale dei VdS, nella sua visita a Cagliari, ha ben ricordato che l&#8217;input proviene dalla &#8220;base&#8221;&#8230; e la base siamo noi, tutti noi!</p>
<p>Ho scritto una nuova nota per non intasare il thread di Alessandro, ma ho volutamente inserito il link della sua nota nella mia, proprio per poter fare un riferimento diretto alla discussione. Questa considerazione la inserisco alla fine del mio intervento, citando con grande stima e rispetto i colleghi che hanno ispirato il titolo di questo mio: Gianni, Sandro, Giovanna&#8230; nei vostri post avete usato una serie di lettere che hanno qualcosa di curioso&#8230;</p>
<p>Serie &#8220;A&#8221; &#8211; Serie &#8220;B&#8221; &#8211; Serie &#8220;Z&#8221;&#8230; involontariamente A-B-Z è l&#8217;abbreviazione di Ambulanza <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Unico&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 18:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole e Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Per anni ho guardato davanti a me senza vedere un capolavoro di linee sinuose disegnate con una sapiente matita. Poi un giorno ho detto: &#8220;sei unico&#8221;&#8230; guardando tutto il disegno, le prospettive, i punti di fuga, le ombreggiature e i soggetti. Ho guardato un tramonto unico sullo specchio dell&#8217;acqua che rifletteva il sole e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per anni ho guardato davanti a me<br />
senza vedere un capolavoro<br />
di linee sinuose disegnate<br />
con una sapiente matita.</p>
<p>Poi un giorno ho detto: &#8220;sei unico&#8221;&#8230;<br />
guardando tutto il disegno,<br />
le prospettive, i punti di fuga,<br />
le ombreggiature e i soggetti.</p>
<p>Ho guardato un tramonto unico<br />
sullo specchio dell&#8217;acqua<br />
che rifletteva il sole<br />
e il suo colore focoso&#8230;</p>
<p>Ho guardato un cielo unico<br />
arricchito dai pindarici voli<br />
di allegre rondini<br />
che danzano a festa&#8230;</p>
<p>Ho guardato una tempesta di cielo<br />
impolverata dal luccichio cosmico<br />
delle infinite stelle<br />
disposte dall&#8217;Artefice.</p>
<p>Ho guardato almeno mille volte<br />
il tuo sguardo unico&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>8 marzo: la festa della gonna?</title>
		<link>http://www.geronimocarreras.it/site/8-marzo-la-festa-della-gonna.html</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 06:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[8 marzo 2010. Da calendario, san Giovanni di Dio&#8230; come l&#8217;ospedale cagliaritano! Sfogliando fra i vari santi e beati del giorno trovo un ricco elenco di nomi improbabili come Botmaele o Teofilatto, Unfrido o Veremondo, ma nella ricca lista di persone che sono riconosciute degne di lode e menzione particolare da Santa Romana Chiesa purtroppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">8 marzo 2010. Da calendario, san Giovanni di Dio&#8230; come l&#8217;ospedale cagliaritano! Sfogliando fra i vari santi e beati del giorno trovo un ricco elenco di nomi improbabili come Botmaele o Teofilatto, Unfrido o Veremondo, ma nella ricca lista di persone che sono riconosciute degne di lode e menzione particolare da Santa Romana Chiesa purtroppo non trovo un nome femminile, o pseudotale dati i risultati ottenuti dalla povera ricerca effettuata.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span id="more-163"></span><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il titolo di questo mio intervento, ovviamente e volutamente provocatorio, la dice lunga sulle consuetudini ormai radicate negli usi e costumi moderni. Del vero significato di questa ricorrenza si è perso anche il lume originario, lasciando però spazio alle proposte meramente commerciali che inondano ogni istante delle giornate antecedenti questa data. Si va dalle proposte di menù alternativi nei ristoranti più titolati delle città agli spettacoli riservati alle sole gonne (altra provocazione palese) dove sarà possibile assistere al classico ed inflazionato <em>strip tease</em> maschile. Poveri maschietti: una volta si usava infilare nei boxer qualche banconota, come provocazione in antitesi al gesto maschile di pagare una donna per delle prestazioni&#8230; ora con la crisi economica che ci attanaglia, rischiano di avere davvero qualche centesimo fra le palle! (Scusando la poca finezza, ma ora ci stava tutta).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un ricordo di qualche anno fa mi porta alla mente una serata di animazione musicale che avevo proposto in un noto locale cagliaritano, assieme al mio fidato compagno di avventura artistica (e non solo) Daniele, in arte &#8220;Demo&#8221;&#8230; che a dirla tutta è pure un bel ragazzo! Tralasciando ogni possibile facile battuta, posso garantire che il giorno &#8220;l&#8217;ho visto male&#8221;, letteralmente sbranato da famelici esseri di sesso femminile (definirle &#8220;donne&#8221; è un&#8217;offesa per le Donne vere), che gli hanno <em><strong>inciso</strong></em><strong><em> </em></strong>sulla pelle nomi e numeri di telefono. So che sembra una battuta di pessimo gusto, ma è una pura realtà dei fatti, senza alcuna distorsione di quanto è successo. E a suggello della veridicità di quanto avvenne, l&#8217;amico Filippo (noto <em>il geometra</em>) fu dotato di una macchina fotografica che riprese quasi ogni attimo della serata, finché anche lui non fu messo all&#8217;angolo, anche in questo caso nel vero senso del termine! Facciamo che io me la son scampata perché non sono bello come loro&#8230;<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Logicamente queste sono situazioni paradossali, non stento a credere che ci siano Donne in primis e persone in seconda istanza veramente convinte che l&#8217;<em>otto marzo</em> debba essere un ricordo storico, a memoria di un periodo di lotte e di conquiste sociali delle donne iniziato fin dai primi momenti del secolo scorso.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le <em>parodie</em> di questa celebrazione riportano anche un verosimile racconto di un evento che avrebbe dato origine alla tradizione, ovvero il tanto nominato rogo di una fabbrica di camicie a New York. Ad onor del vero la storia non riporta alcun rogo dell&#8217;otto marzo a New York, ancor di meno di una fabbrica tessile che addirittura si sarebbe chiamata &#8220;Cotton&#8221;, dal termine inglese che traduce la <em>nostra</em> parola &#8220;cotone&#8221;. Si fa una grande confusione con alcuni eventi del XIX e XX secolo: nel <em>lontano </em>1857 ci furono diverse manifestazioni dove furono presenti anche delle donne (assai arduo per il periodo), ed il 25 marzo 1911 ci fu l&#8217;incendio della <strong>Triangle Factory</strong>, dove realmente morirono 146 operai, gran parte dei quali erano emigrate italiane ed ebree dell&#8217;oriente europeo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Seppure in data differente, il dettato storico però non cambia significato: la Shirtwaist, ovvero il nome con il quale era conosciuta la fabbrica e che diede anche il nome alle tipiche camicette del periodo, fu la fabbrica dove <strong>due anni prima</strong> nacque come protesta spontanea quello sciopero conosciuto come <strong>la rivolta delle ventimila</strong>, ed in quell&#8217;occasione fu proposto un patto sindacale dalla International Ladies&#8217; Garment Workers&#8217; Union dopo ben quattro mesi di agitazione. Inutile dire che la Triangle Shirtwaist Company non accettò. Le condizioni di lavoro degli operai ma soprattutto delle operaie, erano massacranti: 14 ore di lavoro per 72 ore a settimana, con uno stipendo che si aggirava fra i 6 o 7 dollari. Per gli amanti dell&#8217;anglofonia è assai toccante leggere in lingua inglese la testimonianza di una delle operaie:</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8220;My own wages when I got to the Triangle Shirtwaist Company was a dollar and a half a week. And by the time I left during the shirtwaist workers strike in 1909 I had worked myself up to six dollars&#8230; The operators, their average wage, as I recall &#8211; because two of my sisters worked there &#8211; they averaged around six, seven dollars a week. If you were very fast &#8211; because they worked piece work &#8211; if you were very fast and nothing happened to your machine, no breakage or anything, you could make around ten dollars a week&#8230;&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo traduco a braccio, il mio inglese non è proprio dei migliori&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8220;Il mio salario quando sono stata alla Triangle Shirtwaist Company è stato un dollaro e mezzo a settimana. E nel tempo che lavorai alla Shirtwaist, dopo lo sciopero dei lavoratori nel 1909, ho lavorato io stessa fino ad arrivare a sei dollari &#8230; Gli operatori, il loro salario medio, per come ricordo &#8211; perché due delle mie sorelle lavoravano lì &#8211; era intorno ai sei, sette dollari a settimana. Se eri molto veloce &#8211; perché lavoravano a cottimo &#8211; se eri molto veloce e non è successo niente alla macchina, nessuna rottura o qualsiasi cosa, si poteva arrivare a una decina di dollari a settimana&#8230;&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La <em>paura</em> che i lavoratori e le lavoratrici rubassero o facessero soste troppo lunghe aveva portato i proprietari della fabbrica a chiudere a chiave gli operai. Il fatidico 25 marzo 1911 fu il giorno dell&#8217;incendio: i proprietari si misero in salvo, lasciando morire le proprie maestranze chiuse a chiave all&#8217;interno della fabbrica, che si trovava ngli ultimi tre piani del The Asch Building, all&#8217;angolo fra Greene Street e Washington Place. 62 delle vittime morirono nel disperato tentativo di salvarsi lanciandosi nel vuoto dalle finestre dello stabile, non essendoci altre vie di fuga&#8230; questa scena mi ricorda le immagini dolorose delle persone che furono colpite dall&#8217;attacco alle <em>Torri Gemelle</em> dell&#8217;11 settembre 2001, quando anch&#8217;esse (da altezze assai più notevoli) si lanciarono nel vuoto alla disperata ricerca di uno spiraglio di probabilità di vita.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;escursus storico serve fondamentalmente a dare il giusto peso e valore all&#8217;accaduto. La storia di questo rogo è disponibile anche su un sito interamente dedicato all&#8217;evento: http://www.ilr.cornell.edu/trianglefire</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A parte la sensazione estremamente disarmante che si prova nel leggere l&#8217;elenco delle vittime, dove è facilissimo ritrovare nomi di persone italiane, è assai significativo imprimere il giusto valore a questa tragedia: non fu l&#8217;origine del movimento di difesa dei diritti delle donne, purtroppo fu uno dei tanti risultati di soprusi e angherie, o per dirlo più semplicemente, di violenze ai danni delle donne.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Forse l&#8217;origine storica di questa data è da collocare nell&#8217;8 marzo 1917, quando un folto numero di donne guidò una manifestazione nella capitale russa a rivendicazione della fine della guerra. Solo nel 1921 la II conferenza internazionale delle donne comuniste sancì tale data come la &#8220;Giornata internazionale dell&#8217;operaia&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tralasciando gli aspetti prettamente politici e relegandoli alla storia del passato, l&#8217;<em>otto marzo</em> dovrebbe essere una giornata a valenza internazionale, quantomeno con un peso simile alla &#8220;giornata della memoria&#8221;, saggiamente istituita a ricordo delle <em>vittime delle foibe</em>. Se il 10 febbraio dobbiamo ricordare quelle scelleratezze inferte nel periodo della Seconda Guerra Mondiale affinché non si ripetano più simili crimini, perché l&#8217;8 marzo non dobbiamo evidenziare la stupidità umana che vede ancora nel 2010 episodi di violenza contro le donne con motivazioni degne di soli reparti psichiatrici?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; altresì interessante dare uno sguardo al sito della Giornata Internazionale della Donna (http://www.internationalwomensday.com/), dove è possibile reperire (in lingua inglese) molte informazioni sugli eventi nel mondo che caratterizzano questa giornata.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ciò che trovo ancor più sconcertante è che di Donne se ne parla poco, e quel poco che si dice è pieno di ca..stronerie! Perché si parla più facilmente di <em>escort</em> anziché di <em>Pari Opportunità</em>? Perché il ruolo della donna nella società è ancora mediato da una rifrazione sessuale che nulla ha a che vedere con la persona?<br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il mio intervento non può dilungarsi oltre per non rischiare di essere troppo noioso, ma vorrei che le domande appena poste fossero lo spunto della riflessione che ognuno di noi, essere pensante e dotato di <em>ratio propria</em>, può e deve condurre, maschio o femmina che sia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Buon otto marzo, a tutti.<br />
</span></p>
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		<title>Io e il Festival&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 07:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti e Chiacchere]]></category>
		<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio ieri sera postavo su Facebook un nuovo stato in risposta ad un amico che mi parlava del tanto chiaccherato Festival di Sanremo, e scrivevo &#8220;Geronimo Jerry Carreras è riuscito a non vedere neppure 2 secondi del Bestiaval di Sanscemo!! Che culo! &#8221;&#8230; Le repliche a questo post non sono mancate, ma quello che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Proprio ieri sera postavo su Facebook un nuovo stato in risposta ad un amico che mi parlava del tanto chiaccherato Festival di Sanremo, e scrivevo &#8220;Geronimo Jerry Carreras è riuscito a non vedere neppure 2 secondi del Bestiaval di Sanscemo!! Che culo! <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> &#8221;&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Le repliche a questo post non sono mancate, ma quello che mi ha stupito di più è che me n&#8217;è arrivata una in posta privata (chissà perché poi questi elementi non scrivono mai in pubblico <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif' alt=':roll:' class='wp-smiley' />  ) tacciandomi di essere un <em>esterofilo</em> adducendo motivazioni poco credibili sulla mia poca simpatia verso il vincitore, sardo quanto me, Valerio Scanu.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nel mio blog di solito scrivo su argomenti un po&#8217; più seri, ma è anche vero che ogni tanto qualche frivolezza non guasta, e per questo rispondo dalle pagine del mio <em>muro</em>, replicate in automatico anche sul <em>social network</em> del momento.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span id="more-157"></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Premetto che contro Valerio Scanu non ho assolutamente alcunché, anzi&#8230; sono contento che abbia vinto un sardo! Ma che si sia perso il vero significato di questa manifestazione, a mio giudizio, è fuor di dubbio. Non discuto delle capacità canore di Valerio Scanu perché non è questo il significato del mio intervento, discuto più che altro sulla storpiatura di una storica manifestazione musico-canora che da sessant&#8217;anni ha caratterizzato la storia d&#8217;Italia.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Senza perdersi nelle ricerche di storia radiofonica e televisiva, è bene ricordare che il Festival di Sanremo (più correttamente il Festival della Canzone Italiana di Sanremo) è nato nel lontano 1951, anche se alcune fonti radiofoniche lo fanno risalire a diversi anni prima. In quella prima data il Festival vide come vincitrice una <em>regina </em>della canzone italiana, la &#8220;colossale&#8221; Nilla Pizzi con la canzone &#8220;Grazie dei fiori&#8221;, che &#8220;<em>casualmente</em>&#8221; è stata riproposta anche quest&#8217;anno sia come presenza della storica cantante sia come esibizione canora. Vorrà per caso dire che il Festival è legato maggiormente a delle esibizioni artistiche d&#8217;un tempo? O forse che quelle attuali sono &#8220;meno artistiche&#8221; di quelle passate? <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_lol.gif' alt=':lol:' class='wp-smiley' />  </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Naturalmente le critiche a posteriori sono decisamente più <em>facili</em> rispetto ad un esame contemporaneo della manifestazione, ma non è difficile trarre qualche piccola conclusione analizzando lo strascico di notorietà di alcuni vincitori del Festival di qualche anno fa rispetto a quello creato dagli stessi <em>media</em> per i nuovi &#8220;artisti&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Bisogna fare degli esempi per potersi rendere conto di quanto detto.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">1958: Domenico Modugno e Johnny Dorelli vincono con &#8220;Nel blu dipinto di blu&#8221;, più nota come &#8220;Volare&#8221;.<br />
22 milioni di copie vendute in tutto il mondo, 107 cantanti diversi che ne hanno ripreso la musica e/o il testo ripubblicando una &#8220;cover&#8221;&#8230; non credo si possa dire altro su un <em>mostro sacro</em> come questo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Certo, è facile portare come esempio una canzone del genere, troppo semplice come s<em>parare sulla Croce Rossa</em>.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Facciamo un salto nella generazione (musicale) successiva del <em>periodo Anni 60 e 70</em>. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nel 1970 Adriano Celentano e Claudia Mori vincono con &#8220;Chi non lavora non fa l&#8217;amore&#8221;: credo che non si possa discutere sul <em>molleggiato</em> del <em>Clan</em> (celebre etichetta discografica) che fino a ieri ha dominato i palcoscenico del teatro e del piccolo schermo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nel 1980 Toto Cutugno vince con &#8220;Solo noi&#8221;: un&#8217;altra colonna della musica italiana, spesso anche contestato dalla critica, sicuramente ricordato per la sua canzone &#8220;L&#8217;italiano&#8221; arrivata quinta sempre a Sanremo pochi anni dopo.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nel 1988 Massimo Ranieri vince con &#8220;Perdere l&#8217;amore&#8221;: anche in questo caso è praticamente impossibile discutere sull&#8217;artista nonché sulla canzone, riproposta anche in tempi più recenti da Lara Fabian (cantante di &#8220;Adagio&#8221;, per farla semplice).</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L&#8217;anno successivo Anna Oxa e Fausto Leali vincono con &#8220;Ti lascerò&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Più vicini nella memoria sono i successi di Giorgia con &#8220;Come saprei&#8221; (1995), Ron e Tosca con &#8220;Vorrei incontrarti fra cent&#8217;anni&#8221; (1996), sempre Anna Oxa con &#8220;Senza pietà&#8221; (1999) o anche Elisa con &#8220;Luce&#8221; nel 2001.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Tutte queste canzoni hanno dominato i palinsesti delle radio e TV, unici binari di viaggio della storia musicale. E anche con l&#8217;avvento dello <em>streaming</em> su Internet questi colossi della musica non hanno fatto altro che confermare il loro altissimo indice di gradimento.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Che cosa differenzia questi artisti da Marco Carta o Valerio Scanu?</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Probabilmente nulla, a detta di qualcuno. Secondo me tantissimo! È come mettere un <em>carillon</em> come solista nell&#8217;orchestra filarmonica di Berlino! Certamente suona, ma&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La differenza sta soprattutto nella produzione dello spettacolo. Sicuramente Marco Carta, che forse potrà ricordare la sua passione per il canto anche quando non era così noto (in sardo si dice <em>no fiada nisciunu</em>) e girava i vari locali di karaoke del capoluogo sardo e del suo hinterland, e Valerio Scanu saranno degli artisti indiscutibili (per ora no, ahimé&#8230; la critica li sta ancora forgiando); quello che ormai si è perso è il vero significato del Festival di Sanremo, che si è trasformato nel Festivalbar della rete ammiraglia Rai.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Dal 2004 si è introdotto il voto popolare tramite messaggeria telefonica: per me equivale alla morte del Festival della Canzone Italiana. Ciò significa che i cantanti, ovvero coloro che dovrebbero essere artisti, sono giudicati in funzione del numero di voti che ricevono, attraverso un sistema telematico anche poco trasparente, da una giuria composta da persone che potenzialmente pensano che il <em>bemolle</em> sia il belato leggero della pecora o la <em>chiave di fa</em> sia il nome della ditta del fabbro sotto casa che duplica chiavi!</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Battute a parte, mi chiedo come sia possibile pensare di affidare il titolo di Campione del Festival della Canzone Italiana ad un popolo di telespettatori, che come dice la parola stessa sono spettatori e non esperti di musica! Non basta! Bisogna anche aggiungere che il televoto ha un costo: 0,75 € per ogni espressione di preferenza, fino ad un massimo di cinque espressioni&#8230;<br />
Tradotto in parole povere, un cretino che sa suonare al massimo il campanello di casa può spendere 3,75 € (poco più di 7.000 vecchie lire) e dire che questo o quello è bravo? È lo stesso sistema di premiazione usato al <em>Grande Fratello</em> o ad <em>Amici</em>!</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Francamente da uno spettacolo di tale levatura mi sarei aspettato molto di più. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Così come trovo invece di bassa levatura il commento del direttore artistico Gianmarco Mazza nel criticare il gesto degli orchestrali quando hanno <em>stracciato</em> gli spartiti: forse avevano qualcosa da dire anche loro sul risultato assai poco artistico e molto popolare??</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ecco che Sanremo è diventato dunque il rimestaggio dei vincitori di <em>Amici</em> e <em>X-Factor</em>, nulla a che vedere con il Festival della Canzone Italiana.</span></p>
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		<title>Il piccolo Riccardo è arrivato a Cagliari!</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 10:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E poi dicono che la sanità italiana non funziona! Ma allora mi spiegate come è possibile che un &#8220;bimbo di 17 mesi&#8221;, tal Riccardo C., sia arrivato fino a Cagliari partendo da Firenze nel lontano marzo 2007 con una leucemia fulminante? Forse, più semplicemente, si tratta di una bufala ovvero di una palese bugia!! In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E poi dicono che la sanità italiana non funziona!</p>
<p>Ma allora mi spiegate come è possibile che un &#8220;bimbo di 17 mesi&#8221;, tal Riccardo C., sia arrivato fino a Cagliari partendo da Firenze nel lontano marzo 2007 con una leucemia fulminante?</p>
<p>Forse, più semplicemente, si tratta di una bufala ovvero di una palese bugia!!</p>
<p><span id="more-149"></span></p>
<p>In questi giorni ho ricevuto l&#8217;ennesimo SMS che parla di Riccardo C., stavolta ricoverato all&#8217;ospedale Brotzu di Cagliari. Sarà che son di Cagliari anch&#8217;io, ma sarà che ne ho già parlato in <a href="http://www.geronimocarreras.it/site/riccardo-capriccioli.html">questo articolo</a>, ovviamente sapevo a priori che si trattava di una grossa bugia.</p>
<p>Purtroppo questo sistema di Catene di Sant&#8217;Antonio prende piede su una grossa fetta di utenza in quanto fa forza sulla solidarietà che molti utenti manifestano in occasione di eventi toccanti. L&#8217;esempio è lampante: un bambino in tenera età rischia la vita, e potrebbe essere salvato da una donazione di sangue&#8230;</p>
<p>Senza dubbio la donazione di sangue è un gesto nobile di altruismo disinteressato e come tale va promosso, ma è bene non generare false aspettative nei donatori, poiché a quanto si sa ad oggi il piccolo Riccardo (che peraltro è un <strong>nome vero</strong> con il cognome enunciato nel 2007) esiste ma non è a Cagliari.</p>
<p>Furono poi proposte diverse varianti del cognome (una l&#8217;ho citata nel mio precedente post), in modo da &#8220;depistare&#8221; i vari motori di ricerca su Internet, ma ovviamente il popolo degli antibufala ha provveduto ad aggiornare i tags in modo da far trovare anche queste penose varianti.</p>
<p>E&#8217; interessante leggere con attenzione il testo di un articolo pubblicato da La Nazione proprio nel marzo 2007, dove si spiega che l&#8217;allarme non è mai stato divulgato&#8230;</p>
<p><a href="http://www.geronimocarreras.it/site/wp-content/uploads/2010/01/meyer-leucemia-sangue.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-151" title="Articolo dell'edizione di Firenze de La Nazione" src="http://www.geronimocarreras.it/site/wp-content/uploads/2010/01/meyer-leucemia-sangue.jpg" alt="" width="642" height="279" /></a></p>
<p>Ad oggi la stessa Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari <strong>non ha diffuso alcuna richiesta di sangue</strong>, nè risulta una necessità per il piccolo Riccardo sul nosocomio cagliaritano.</p>
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		<title>Condanna alla violenza!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 00:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono da poco trascorsi un paio di minuti dopo l&#8217;una del mattino, sono a casa di fronte al mio PC e vedo scorrere ancora immagini e notizie sull&#8217;aggressione al Premier Berlusconi. Nella &#8220;scheda&#8221; successiva del browser le pagine di Facebook, dove alcuni amici esprimono il loro parere sul mio stato &#8220;estremamente preoccupato per tutti coloro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono da poco trascorsi un paio di minuti dopo l&#8217;una del mattino, sono a casa di fronte al mio PC e vedo scorrere ancora immagini e notizie sull&#8217;aggressione al Premier Berlusconi.</p>
<p><span id="more-145"></span></p>
<p>Nella &#8220;scheda&#8221; successiva del <em>browser</em> le pagine di <em>Facebook</em>, dove alcuni amici esprimono il loro parere sul mio stato &#8220;estremamente preoccupato per tutti coloro che scrivono di essere a favore del gesto che ha colpito il Premier. Senza essere pro o contro Berlusconi, un gesto del genere è SOLO da condannare, che riguardi Bersani o Berlusconi, Di Pietro o Casini&#8230; e chiunque scriva di essere fan dell&#8217;autore, a mio modesto giudizio, è solo un povero personaggio in cerca di senno&#8230;&#8221; e nel contempo una serie di personaggi, che a questo punto non esito a definire <em><strong>poco raccomandabili</strong></em>, che inneggiano alla vicenda accaduta come<em> la cosa più normale che potesse accadere</em>.</p>
<p>Come ho già detto prima, sono seriamente preoccupato per quanto accaduto. E voglio da subito precisare che il mio orientamento politico, <strong>da tempo dichiarato a destra nell&#8217;area di Fini</strong>, non ha nulla a che vedere con la presa di posizione. Avrei comunque preso la stessa posizione se quanto accaduto al Premier fosse invece successo all&#8217;on. Bersani, o Di Pietro, o Casini, o Buttiglione o chi vi pare e piace.</p>
<p>E&#8217; abominevole leggere che ci siano ancora degli italiani che assumono una posizione di difesa di quanto accaduto, oltre a qualche deficente che addirittura crea un gruppo chiamandolo &#8220;MASSIMO TARTAGLIA vs BERLUSCONI INNO ALLA GIOIA PER EROE DEL SECOLO&#8221;. Passi che si possa ancora pensare di usare termini come &#8220;ladri&#8221; e &#8220;farabutti&#8221;, passi anche che si possano palesare degli stati d&#8217;animo di profonda delusione per l&#8217;una o l&#8217;altra corrente politica, ma che si arrivi a scrivere idiozie del genere di quelle che riporto di seguito&#8230; beh, carissimi amici lettori, francamente non so più cosa pensare&#8230; Mi scuso in anticipo per la poca finezza che avrò nei confronti degli autori di questi interventi ma non riesco a tacere&#8230;</p>
<p>&#8220;un tempo i dittatori venivano accoltellati alle Idi di Marzo, ghigliottinati in place de la Concorde, fucilati in piazzale Loreto&#8230;&#8221;: questa frase l&#8217;ha scritta un laureato, una persona che ha giurato di aiutare il prossimo quando questo sta male&#8230; cacchio, che coerenza! Se anche Berlusconi fosse un dittatore (ed è da dimostrare che lo sia, ma non me ne può fregar di meno), l&#8217;inno alla morte è francamente di pessimo gusto, caro dottore&#8230;</p>
<p>&#8220;LO SAPETE QUAL E&#8217; LA DIFFERENZA TRA BERLUSCONI E IL SUO AGGRESSORE? &#8230;CHE IL SECONDO VERRA PROCESSATO <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> &#8221; Battuta simpatica, onore all&#8217;ironia&#8230; L&#8217;ho letta sulla bacheca di un&#8217;amica, per fortuna rimane una pungente ironia&#8230;</p>
<p>&#8220;Uccidiamo Massimo Tartaglia&#8221;: questo è un altro gruppo nato su Facebook&#8230; Penoso! Che cavolo vuoi uccidere?? Chissà se l&#8217;autore di questo gruppo ha il coraggio di dirlo faccia a faccia ai genitori di Massimo, che vorrebbe uccidere il figlio&#8230;</p>
<p>&#8220;Darei 20 anni a Tartaglia, solo perché era così vicino e così facile&#8230; solo due denti finti rotti&#8221;. Questa spero che sia una battuta, sempre di pessimo gusto, ma battuta: siccome l&#8217;ha detta un personaggio molto pubblico, un tale che ho reputato un grande comico sardo fino a qualche minuto fa (Lucio Salis) e che adesso invece ha perso moltissima considerazione (da parte mia s&#8217;intende, e sicuramente non se ne farà granché della mia considerazione), mi auguro che sia seguita da un commento un po&#8217; più serio di quelli che ha postato sull&#8217;accaduto&#8230;</p>
<p>&#8220;IO BERLUSCONI NON LO VOGLIO NE&#8217; FERITO, NE&#8217; MORTO, VOGLIO SOLO CHE SI FACCIA PROCESSARE COME TUTTI GLI ESSERI VIVENTI!!!!!&#8221;&#8230; e su questo mi trovi d&#8217;accordo, caro Kikko! Pur essendo io di destra, concordo pienamente con quello che scrivi. Permettimi però di puntualizzare che non è a colpi di statuetta in faccia che si ottiene la giustizia. Sennò mi dovete dire quante statue della libertà dovremmo lanciare verso la faccia del Senatore a vita on. Giulio Andreotti&#8230;</p>
<p>&#8220;Abbiamo visto con quale dolcezza è stato preso Tartaglia, ne manette, ne aggressione. Minimo Silvio, ormai nella merda, l&#8217;ha pagato per farsi lanciare la statuina&#8230;(mi raccomando colpisci, ma non troppo forte), e cosi diventa martire&#8221;&#8230; ragazzi, la fantasia umana non ha limiti!</p>
<p>&#8230;e potrei continuare all&#8217;infinito, basterebbe cliccare sul link alla fine della pagina di Facebook per leggere altr idiozie del genere.</p>
<p>Ribadisco il concetto, prima di essere tacciato come filoberlusconiano o anticomunista: CONDANNO IL GESTO, non la persona. Deve apparire assurdo che un rappresentante dello Stato italiano possa essere così a rischio. Che poi si chiami Berlusconi o Prodi (che notoriamente mi sta sugli zebedei, ma avrei detto la stessa identica cosa se fosse successo a lui) non fa differenza. E chiunque si riempie la bocca di frasette facili come &#8220;ecco come ci vedono al di fuori dell&#8217;Italia&#8221; ora farebbe bene a difendere l&#8217;Italia e ad imbastire un discorso democratico su come mandare a casa il Premier se questo non li rappresenta, e non su come attentare alla sua incolumità fisica.</p>
<p>Tutti contro Berlusconi, ma non si capisce come abbia preso tutti quei voti! <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Un film già visto, soprattutto in Sardegna quando è successa esattamente la stessa cosa per l&#8217;elezione del Presidente della Regione: tutti contro Soru ma stranamente aveva vinto le elezioni&#8230; (e anche in questo caso cito l&#8217;esempio che mi sta più scomodo, non per par condicio!).</p>
<p>Ho appena fatto un esempio ad un&#8217;amica: ipotizziamo di leggere questa notizia&#8230;</p>
<p>&#8220;DONNA STUPRATA IN CORSO AMERICA&#8221;. La violenza (sessuale in questo caso) è da condannare! Farebbe differenza se la donna fosse una passante o una prostituta?</p>
<p>Se qualcuno dei lettori, amici e contatti di Facebook, si sentisse offeso dalla mia &#8220;difesa&#8221; non al Premier ma alla persona, come ha chiesto l&#8217;amico Gianni&#8230; mi cancelli pure dai suoi contatti! Non credo di avere nulla da condividere con persone che identificano la violenza come la soluzione o lo spunto di riflessione!</p>
<p>A futura riflessione. Buonanotte amici.</p>
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		<title>Quando l&#039;amico ti pone il quesito impossibile&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 05:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti e Chiacchere]]></category>

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		<description><![CDATA[Approfitto del quesito posto da Andrea ieri mattina per trasformare il mio spazio web (collegato all&#8217;account di Facebook) in una vera e propria bacheca virtual, come è giusto che sia un blog&#8230; Ovvero mi piacerebbe tantissimo che i miei amici e visitatori si esprimessero su questo argomento, che non ha nulla di trascendentale o di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approfitto del quesito posto da Andrea ieri mattina per trasformare il mio spazio web (collegato all&#8217;account di Facebook) in una vera e propria bacheca virtual, come è giusto che sia un blog&#8230;</p>
<p>Ovvero mi piacerebbe tantissimo che i miei amici e visitatori si esprimessero su questo argomento, che non ha nulla di trascendentale o di pubblico interesse per la collettività, ma certamente sarà capitato a chiunque di trovarsi in questa situazione, e allora&#8230; perché non aiutare Andrea in massa?? <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-138"></span></p>
<p>Ieri mattina Andrea, un mio amico, mi ha raccontato una vicenda che gli è accaduta il giorno prima. Sapete quando un amico vi racconta, parlando del più e del meno, qualcosa che ha caratterizzato la sua giornata ed alla fine vi fa la mitica domanda: &#8220;Secondo te?&#8221;, &#8220;Tu che avresti fatto?&#8221;, &#8220;Come lo chiameresti questo?&#8221;, come se fosse una cosa banalissima ed invece per voi è la cosa più difficile di questa terra&#8230; Non tanto perché sia difficile essere &#8220;sinceri&#8221; (beh, insomma&#8230; bestie rare anche quelle, i &#8220;sinceri&#8221;), ma perché potrebbe essere rischioso dire veramente ciò che si pensa, vuoi perché la persona in questione ha un carattere un po&#8217; particolare, vuoi perché il vostro amico vi ha fatto quella domanda ma in realtà vuole semplicemente sentirsi dire ciò che ha già in testa, vuoi perché voi non avete nessun dubbio di come vi sareste comportati ma&#8230; perché lui deve essere uguale a voi??</p>
<p>Si, vero è che questi ragionamenti contorti sono <em>utensili neurologici</em> (s.m. e non vuol dire &#8220;Sostantivo Maschile&#8221;) che non giovano alla conversazione, ma si sa che più ci sono idee intrecciate come le corna di un cervo (ma guarda che similitudine m&#8217;è venuta alle 5.30 del mattino) più ci sguazziamo dentro con grande abilità e maestria!</p>
<p>Cerco di riportare quanto più possibile il discorso in prima persona fra me e Andrea, dato che stavo provando la registrazione vocale dal telefono, così da potervi coinvolgere per una considerazione molto schietta e personale.</p>
<p>A. &#8211; Sai, un sabato fantastico, però mi ha proprio fatto inc@22@re Claudia!<br />
J. &#8211; Perché, che è successo??<br />
A. Guarda, lascia perdere&#8230; mi ha propro mandato su tutte le furie!<br />
J. &#8211; (Quando Andrea mi dice &#8220;lascia perdere&#8221; vuole che gli chieda ancora di continuare <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ). Dai Andrè, e dimmi&#8230; se sei così turbato non deve essere proprio una cavolata!<br />
A. &#8211; No no, cavolata non lo è. Tutto inizia ieri sera, quando sono andato a prendere Claudia&#8230;<br />
(Inciso fondamentale: Claudia e Andrea sono amici di vecchia data. Claudia lavora in uno studio di ingegneria nei pressi dell&#8217;Ospedale Civile ai piedi di Castello ed abita in una zona di Elmas non servita da mezzi pubblici. Per evitare di usare l&#8217;automobile più del necessario, cosa saggia e giusta, ogni volta che va al lavoro compie il tragitto da casa sua alla stazione dei treni di Elmas in auto, poi prende il treno fino a piazza Matteotti e da lì si fa una passeggiata verso lo studio. Tragitto contrario per il rientro a casa&#8230;).<br />
segue A. &#8211; sai, dovevamo andare assieme alla festa di compleanno di Massimo e nessuno riusciva ad andare a comprargli il regalo. Così ci sono andato io, tanto sapevamo più o meno cosa gli poteva piacere e così mi sono liberato e ho preso il regalo. Poi sono andato a prenderla in ufficio. Ho aspettato che finisse e quando è salita in macchina mi ha chiesto se l&#8217;accompagnavo al treno di piazza Matteotti&#8230;<br />
J. &#8211; Beh, normale&#8230;<br />
A. &#8211; Certo, ci mancherebbe. Anzi, a me faceva piacere accompagnarla direttamente alla macchina, e infatti così ho fatto. Parto dall&#8217;ufficio e non passano più di cinque minuti perché lei riceva una telefonata&#8230; Non è che sia stato lì a sindacare ull&#8217;urgenza della telefonata, ma lei stessa mi ha detto (dopo) che non era qualcosa di urgente.<br />
J. &#8211; E va bene. E cosa c&#8217;è di strano?<br />
A. &#8211; Di strano nulla&#8230; solo che è rimasta al telefono fino a 200 metri dalla stazione di Elmas. Se proprio non era urgente, visto che sono andato a prenderla e la sto accompagnando praticamente a casa, comunque le evito la rottura di pa&#8230; di viaggiare in treno, poteva anche chiedere al suo interlocutore di sentirsi 10 minuti dopo, dato che non era urgente. Almeno non avrei fatto il tassista!<br />
J. &#8211; Boh si, ci sta in effetti&#8230;<br />
A. &#8211; E va bene. Le faccio notare questa cosa, lei lì subito a scusarsi, che non era fatto con cattiveria&#8230; ma chi cavolo l&#8217;ha messo in dubbio che fosse fatto senza cattiveria! Però allo stesso modo ho ragione di rimanerci male!<br />
J. &#8211; Si Andrè, va bene&#8230; ma questo era la sera prima. Poi cosa è successo?<br />
A. &#8211; E&#8217; successo che ieri, quando dovevamo andare alla festa di compleanno, ci siamo messi d&#8217;accordo per andare con una sola macchina. Passava lei a prendermi, perché tanto dovevamo andare a prendere anche Laura e vederci con gli altri in piazza Repubblica, prima di andare alla festa. Tutto ok, passa a prendermi, andiamo da Laura e poi ci spostiamo in piazza Repubblica, dove ci raggiungono tutti gli amici. Lì, per non so quale motivo, mi sgancia dalla sua macchina e mi manda in macchina di Franco&#8230; Oh, non che ci siano problemi con Franco, però sai&#8230; sono in macchina con lei&#8230; Comunque, andiamo alla festa. Incontriamo altri amici, gran casino, festa stupenda&#8230; di quelle memorabili dove c&#8217;è da mangiare, da bere, gente e musica a palla&#8230; veramente fantastica&#8230;<br />
J. &#8211; Fiamma! E allora?<br />
A. &#8211; E allora, non so dopo quanto tempo, esco fuori dalla sala per fumare con qualche amico. Quando son fuori lei arriva col telefonino in mano e mi fa &#8220;Me lo aggiusti? Me l&#8217;hanno fatto cadere a terra e ora non funziona&#8230;&#8221;.<br />
J. &#8211; E non ti sarai incazzato per questo! Lo sanno tutti che ti diletti con queste cose!<br />
A. &#8211; Macché, non mi sono incazzato per questo. Anzi, mi ha fatto piacere che me l&#8217;abbia chiesto perché evidentemente si fida di me e della mia manualità. Il telefono si accendeva ma non appariva alcuna scritta sul display. Elettricamente funzionava ma a livello di software era morto. Comunque, morale della favola, mi da il telefono e torna dentro. Io inizio a frugare il telefono, apro, tolgo, richiudo&#8230; insomma, lo smanetto un po&#8217; e siccome conosco alcune sequenze di quel telefono lo &#8220;resetto&#8221; solo per la parte della visualizzazione&#8230; Oh, che si fosse degnata di uscire una volta dalla sala a chiedermi &#8220;come va?&#8221;, &#8220;hai bisogno di qualcosa?&#8221;, &#8220;vuoi che ti porti qualcosa da bere?&#8221;. Boh, io l&#8217;avrei fatto&#8230;<br />
J. &#8211; Si Andrè&#8230; su questo hai ragione.<br />
A. &#8211; Cavolo, non è per il telefono, poteva essere un giochino di plastica o chissà che&#8230; però mi hai proprio mollato a farti da tecnico il giorno della festa, mentre lei è tornata dentro a farsi i cavoli suoi. Poi, dopo che ho resettato il telefono, ho visto che funzionava, sono arrivato al PIN ma ovviamente non lo conoscevo e l&#8217;ho portato dentro in sala a lei&#8230; che stava allegramente ciacciarrando (trad. chiaccherando) con l&#8217;amica e un tipo che non so manco chi fosse, e non me ne può fregar di meno. Le porto il telefono e lei quando lo prende non mi dice neppure un &#8220;grazie&#8221;. E che cavolo!! Va bene che siamo amici, va bene tutto&#8230; ma vuoi anche lo scontrino??<br />
J. &#8211; Mm mm&#8230; brutto eh&#8230;<br />
A. Lì non ci ho visto più. Mi son girato male e non l&#8217;ho più calcolata. Dopo un po&#8217; mi ri-becca fuori, si avvicina per darmi un bacio sulla guancia e per quanto ero girato di palle mi sono allontanato! Mi chiede &#8220;Sei incazzato?&#8221;. E io: &#8220;Vedi tu! Sono molto incazzato&#8221;&#8230; e le ho spiegato il perché!<br />
J. &#8211; Oh bene, e quindi vi siete chiariti&#8230;<br />
A. Chiariti un corno. Che m&#8217;avesse detto mezza parola? Tornato dentro io, tornata dentro lei a continuare la festa. Poi quando gli altri volevano andar via io ho colto l&#8217;occasione e me ne sono andato con loro. Quando mi ha visto prendendo la borsa, sai che m&#8217;ha chiesto?<br />
J. &#8211; Se ti andava di rimanere, potevi tornare con lei&#8230;<br />
A. &#8211; No, che avevo lasciato il pacchetto delle caramelle sul cruscotto della sua macchina!<br />
J. &#8211; (A questo punto ero rimasto senza parole&#8230; giuro. Andrea sentiva che stavo ascoltando ma non avevo nulla da dire&#8230;).<br />
A. &#8211; Tanto per non essere poco stronzo, le ho pure mandato un messaggio sul telefonino facendole notare l&#8217;atteggiamento di m3rd4. Era da poco passata l&#8217;una del mattino&#8230; Beh, sai a che ora si è degnata di rispondere e come?<br />
J. &#8211; Boh Andre, non lo so. Le 2??<br />
A. &#8211; Le 3 e mezza, e scrivendo &#8220;sei già a casa?&#8221;.</p>
<p>&#8230;e qui è arrivata la fatidica domanda, alla quale non ho saputo rispondere, deviando abilmente il discorso sui luoghi comuni delle donne <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> &#8230;</p>
<p>A. &#8211; TU COME LA CHIAMI UNA COSI&#8217;??</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora sono gradite le vostre risposte, possibilmente evitando epiteti troppo coloriti. <img src='http://www.geronimocarreras.it/site/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dico la mia sull&#039;influenza</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti e Chiacchere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Francamente anche io non so proprio cosa pensare. Premetto che faccio parte di uno di quei &#8220;servizi essenziali&#8221; di cui si parla tanto e che, dunque, dovrei essere già vaccinato&#8230; ed ovviamente non lo sono ancora, e stando ad alcune considerazioni del tutto personali non credo che mai lo sarò. Continuo infatti a chiedermi come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica;color:mediumblue;font-size:x-small;">Francamente anche io non so proprio cosa pensare.</span></p>
<p>Premetto che faccio parte di uno di quei &#8220;servizi essenziali&#8221; di cui si parla tanto e che, dunque, dovrei essere già vaccinato&#8230; ed ovviamente non lo sono ancora, e stando ad alcune considerazioni del tutto personali non credo che mai lo sarò.</p>
<p><span id="more-136"></span></p>
<p>Continuo infatti a chiedermi come mai il 60% dei &#8220;colleghi&#8221; medici e paramedici (ovvero quelle categorie di &#8220;servizi essenziali&#8221; che si dovevano vaccinare già da tempo) ancora preferiscono evitare la vaccinazione contro l&#8217;influenza A(H1N1) e anche come mai la stessa Baxter, casa farmaceutica mondiale produttrice del vaccino antinfluenzale, ha preso alcune &#8220;distanze&#8221; sulle possibili conseguenze dannose dello stesso vaccino. O meglio: il vaccino &#8220;non fa male&#8221;, però rischia di essere pressoché inutile, dati i tempi biblici di somministrazione. Tempo 15 giorni e non servirà più a nulla&#8230; ma ovviamente il costo delle &#8220;dosi&#8221; non sarà di certo rimborsato <img src="http://forum.karaoke5.com/immagini/icon_smile_wink.gif" border="0" alt="" width="15" height="15" align="middle" /></p>
<p>Altro punto in considerazione è che non è stato approvato solo il Celvapan, ovvero il farmaco prodotto dalla Baxter, ma anche altri due&#8230; con uno scandalo tutto tedesco (immediatamente diffuso) sulla scelta di un vaccino diverso per la popolazione rispetto a quello per i politici <img src="http://forum.karaoke5.com/immagini/icon_smile_disapprove.gif" border="0" alt="" width="15" height="15" align="middle" /><img src="http://forum.karaoke5.com/immagini/icon_smile_disapprove.gif" border="0" alt="" width="15" height="15" align="middle" />.</p>
<p>I farmaci tuttora presenti sono:</p>
<p>1. Focetria.<br />
È una sospensione che contiene <strong>alcuni frammenti del virus dell&#8217;influenza A</strong>, detti antigeni di superficie. Questi sono proteine della membrana esterna del virus H1N1, reso inattivo. Si somministra per iniezione e si è dimostrato efficace in almeno il 70% dei casi studiati. L&#8217;EMEA riferisce che &#8220;Negli studi clinici condotti su 464 soggetti, anche over 60, immunizzati con vaccino pandemico (A/H5N1), la maggior parte delle reazioni sono lievi di breve durata e qualitativamente simile alle reazioni indotte da vaccini influenzali stagionali convenzionali con una frequenza leggermente maggiore di reazioni locali (soprattutto lieve dolore)&#8221;. Gli effetti collaterali più comuni (riscontrati da 1 a 10 persone su 100) sono <strong>mal di testa, dolori alle articolazioni o ai muscoli, febbre, stanchezza e tremori</strong>.</p>
<p>2. Pandemrix.<br />
Contiene anch&#8217;esso <strong>un adiuvante e l&#8217;antigene del virus H1N1</strong>, frazionato ed inattivato. Come per il collega, i medici UE ritengono che &#8220;Negli adulti da 18 a 60 anni, dopo la prima dose, può esserne preferibilmente somministrata una seconda&#8221;. Effetti collaterali più comuni: mal di testa, dolori muscolari e alle articolazioni, febbre e stanchezza.</p>
<p>3. Celvapan.<br />
Questo vaccino è privo dell&#8217;adiuvante ma è fornito dell&#8217;antigene inattivato del virus H1N1. Gli esperti indicano come effetti collaterali più comuni (anche se &#8220;In forma breve e di breve durata&#8221;) <strong>rinofaringite, cefalea, capogiri, vertigini e dolore faringolaringeo</strong>.</p>
<p>La valutazione &#8220;economica&#8221; non passa in secondo piano.</p>
<p>La casa svizzera Novartis ha annunciato il 22 ottobre che nel solo quarto trimestre le vendite del Focetria <strong>aggiungeranno tra i 400 e i 700 milioni di dollari</strong> ai suoi ricavi.<br />
L&#8217;inglese Glaxo ha venduto a 22 nazioni 440 milioni di confezioni del suo Pandemrix, <strong>con un incasso già arrivato a 3,5 miliardi di dollari</strong>, annunciando che sono in arrivo altri accordi da centinaia di milioni. Vendite da capogiro sono previste anche per il Celvapan della Baxter. La francese Sanofi (tanto per capirci la casa produttrice di Enterogermina <img src="http://forum.karaoke5.com/immagini/icon_smile_wink.gif" border="0" alt="" width="15" height="15" align="middle" />)ha in portafoglio ordini per <strong>250 milioni dagli Stati Uniti </strong>ancora prima dell&#8217;ok al suo vaccino, cifra simile a <strong>quella che si è già messa in cassa</strong> l&#8217;australiana Csl.</p>
<p>Sullo scandalo tedesco, se non si fosse ancora ben saputo, il fatto è questo: pare che in Germania i membri del governo federale e i ministri abbaino riservato per sé e per i soldati tedeschi in afghanistan un vaccino anti-pandemico alternativo al Pandemrix della Glaxo, distribuito invece alla parte restante della popolazione. La differenza risiede nel fatto che il Celvapan della Baxter – questo il suo nome – non contiene MF-59, l’adiuvante della discordia, sospettato di avere effetti collaterali a lungo termine, taciuti dalla industria del farmaco.</p>
<p>Detto così il Celvapan è più &#8220;buono&#8221; del Pandemrix e del Focetria&#8230; forse, e solo forse, in linea puramente teorica sull&#8217;aspetto &#8220;sanitario&#8221; anche se&#8230; poi si scopre che lo Stato non ha ancora reso noto il costo dell&#8217;ordine dei vaccini.</p>
<p>Non esiste al presente una scienza medica che possa garantire la sicurezza dei vaccini.<br />
La scienza e i promotori di vaccini non conoscono le loro conseguenze a lungo termine sulla nostra salute e su quella dei nostri figli. Studi su pazienti controllati sono durati mediamente solo due settimane.<br />
Eppure, malattie autoimmuni come quelle viste nella sindrome del Golfo spesso necessitano di anni prima di venire diagnosticate, causa la vaghezza dei sintomi iniziali. Lamentele circa emicranie, fatica e dolori cronici sono sempre sintomi di malattie e disturbi seri.</p>
<p>Perché parlare della &#8220;Sindrome della Guerra nel Golfo&#8221;? Perché è strettamente collegata con l&#8217;adiuvante MF-59 Squalene.</p>
<p>Cosa fa lo squalene agli esseri umani? Il nostro sistema immunitario riconosce lo squalene come una molecola d’olio appartenente al corpo. Essa si trova in tutto il sistema nervoso e nel cervello. Infatti, si può consumare squalene in olio d’oliva. Il sistema immunitario non solo la riconosce, ma si avvale anche delle sue proprietà antiossidanti.<br />
La differenza tra “squalene buono” e “squalene cattivo” dipende dal metodo attraverso il quale essa entra nel corpo.<br />
L’iniezione è una via d’ingresso anormale, che incita il sistema immunitario ad attaccare tutto lo squalene nel corpo, non solo quello contenuto nell&#8217;adiuvante.<br />
Il sistema immunitario, quindi, tenterà di distruggere la molecola ovunque la trovi, inclusi i luoghi dove è vitale per la salute del sistema nervoso.<br />
I veterani della Guerra del Golfo che hanno contratto la sindrome che porta questo nome (Gulf War Syndrome:GWS) ricevettero vaccini all’antrace che contenevano squalene.<br />
L’MF59 (l&#8217;adiuvante allo squalene della Novartis) fu un ingrediente NON approvato nei vaccini sperimentali all’antrace e da allora è stato collegato alle malattie devastanti e autoimmuni di cui soffrono molti veterani del Golfo.<br />
Il ministero della Difesa (USA) fece di tutto per negare che lo squalene fosse veramente un inquinante nel vaccino all’antrace somministrato al personale militare nella guerra nel Golfo Persico – schierato o meno.<br />
Tuttavia, la FDA (Food and Drug Administration) scoprì la presenza di squalene in certi lotti di prodotto AVIP (= programma di vaccinazione per l’immunizzazione all’antrace).</p>
<p>Una ricerca condotta al Tulane Medical School e pubblicata nel numero di febbraio 2000 di Experimental Molecular Pathology, include queste statistiche allarmanti:<br />
&#8220;&#8230;la maggioranza sostanziale (95%) dei pazienti che svilupparono la Sindrome della Guerra del Golfo (Gulf War Syndome &#8211; GWS) aveva anticorpi verso lo squalene. Tutti (100%) i pazienti GWS immunizzati per il servizio “Tempesta nel Deserto” anche non impiegati sul campo di battaglia, ebbero gli stessi segni e sintomi di quelli che lo furono, ovvero anticorpi allo squalene&#8221;.</p>
<p>Secondo la dottoressa Viera Scheibner, in precedenza eminente ricercatore scientifico per il governo australiano:<br />
“&#8230;questo adiuvante [lo squalene] contribuì alle reazioni a cascata chiamate &#8220;Gulf War Syndrome,&#8221; (sindrome della Guerra del Golfo) documentate nei soldati coinvolti nella Guerra del Golfo.</p>
<p>I sintomi da loro sviluppati includevano: artrite, fibromialgia, adenopatia, irritazioni cutanee fotosensitive, fatica cronica, emicranie croniche, perdita abnorme di peli, lesioni cutanee non guaribili, ulcere da afte, vertigini, debolezza, perdita di memoria, attacchi epilettici, cambi di umore, problemi neuropsichiatrici, effetti antitiroidei, anemia, alto tasso di sedimentazione degli eritrociti, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica ecc.”.</p>
<p>Direi che ce n&#8217;è abbastanza</p>
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		<title>Un anno fa&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 10:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jerrycarreras</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parole e Poesie]]></category>
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		<description><![CDATA[28 giugno 2008 Non è un errore di battitura, purtroppo&#8230; E maledettamente mi rendo conto che non ha senso voler tornare indietro, perché non si può e perché probabilmente non avrebbe avuto senso. Guardo il mio telefonino, uno dei telefoni che mi porto appresso, in quella frenesia che diventa consuetudine quotidiana. Leggo&#8230; Ore 01.03: un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>28 giugno 2008</p>
<p>Non è un errore di battitura, purtroppo&#8230; E maledettamente mi rendo conto che non ha senso voler tornare indietro, perché non si può e perché probabilmente non avrebbe avuto senso.</p>
<p>Guardo il mio telefonino, uno dei telefoni che mi porto appresso, in quella frenesia che diventa consuetudine quotidiana. Leggo&#8230; Ore 01.03: un dolce ed intenso bacio.</p>
<p>È proprio quello che ancora non mi spiego, o vorrei non spiegarmi mai con gli occhi della razionalità, della frenesia e della quotidianità che fa parte della vita. Perché a me? Perché quel messaggio? Eppure non mi ha turbato il messaggio, anzi&#8230; Per come e quanto ti adoro (presente e non passato), cara Silvia, è il messaggio più logico che ci siamo sempre scambiati. Mi ha turbato tutto quello che è arrivato dopo! Mi è difficile accettare che tutto questo sia l&#8217;evoluzione di un progetto sublime, del quale evidentemente non ho capito proprio nulla&#8230;</p>
<p> </p>
<p>28 giugno 2009: un anno fa si è accesa una nuova stella nel cielo che vedo sulla mia testa ogni giorno. Ciao Silvietta&#8230;</p>
<div id="attachment_48" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><img class="size-medium wp-image-48" title="Silvia" src="http://www.geronimocarreras.it/site/wp-content/uploads/2008/07/silvia.jpg?w=199" alt="Ciao angelo" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Ciao angelo</p></div>
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