8 marzo: la festa della gonna?
8 marzo 2010. Da calendario, san Giovanni di Dio… come l’ospedale cagliaritano! Sfogliando fra i vari santi e beati del giorno trovo un ricco elenco di nomi improbabili come Botmaele o Teofilatto, Unfrido o Veremondo, ma nella ricca lista di persone che sono riconosciute degne di lode e menzione particolare da Santa Romana Chiesa purtroppo non trovo un nome femminile, o pseudotale dati i risultati ottenuti dalla povera ricerca effettuata.
Io e il Festival…
Proprio ieri sera postavo su Facebook un nuovo stato in risposta ad un amico che mi parlava del tanto chiaccherato Festival di Sanremo, e scrivevo “Geronimo Jerry Carreras è riuscito a non vedere neppure 2 secondi del Bestiaval di Sanscemo!! Che culo!
”…
Le repliche a questo post non sono mancate, ma quello che mi ha stupito di più è che me n’è arrivata una in posta privata (chissà perché poi questi elementi non scrivono mai in pubblico
) tacciandomi di essere un esterofilo adducendo motivazioni poco credibili sulla mia poca simpatia verso il vincitore, sardo quanto me, Valerio Scanu.
Nel mio blog di solito scrivo su argomenti un po’ più seri, ma è anche vero che ogni tanto qualche frivolezza non guasta, e per questo rispondo dalle pagine del mio muro, replicate in automatico anche sul social network del momento.
Il piccolo Riccardo è arrivato a Cagliari!
E poi dicono che la sanità italiana non funziona!
Ma allora mi spiegate come è possibile che un “bimbo di 17 mesi”, tal Riccardo C., sia arrivato fino a Cagliari partendo da Firenze nel lontano marzo 2007 con una leucemia fulminante?
Forse, più semplicemente, si tratta di una bufala ovvero di una palese bugia!!
Condanna alla violenza!
Sono da poco trascorsi un paio di minuti dopo l’una del mattino, sono a casa di fronte al mio PC e vedo scorrere ancora immagini e notizie sull’aggressione al Premier Berlusconi.
Quando l'amico ti pone il quesito impossibile…
Approfitto del quesito posto da Andrea ieri mattina per trasformare il mio spazio web (collegato all’account di Facebook) in una vera e propria bacheca virtual, come è giusto che sia un blog…
Ovvero mi piacerebbe tantissimo che i miei amici e visitatori si esprimessero su questo argomento, che non ha nulla di trascendentale o di pubblico interesse per la collettività, ma certamente sarà capitato a chiunque di trovarsi in questa situazione, e allora… perché non aiutare Andrea in massa??
Dico la mia sull'influenza
Francamente anche io non so proprio cosa pensare.
Premetto che faccio parte di uno di quei “servizi essenziali” di cui si parla tanto e che, dunque, dovrei essere già vaccinato… ed ovviamente non lo sono ancora, e stando ad alcune considerazioni del tutto personali non credo che mai lo sarò.
Mille Parole Mai Dette
Nel buio di una notte senza Luna
ho mirato alle stelle lucenti
che si coloravano di mille raggi
per l’aere ’si caldo e umido
quanto i miei occhi così attenti
eppur pieni di nuove lacrime
per una folle emozione
che d’insana passione mi domina.
Perché così forte e impetuoso
è quel volerti e bramare di te?
Perché ogni passo è come segnare
sulla spiaggia un’impronta delle nostre carezze?
Perché ti ho stretto al mio petto,
ti ho sentita mia ancora una volta
molto più di quanto
i nostri corpi saprebbero dire!
Perché ti ho accarezzata
e nel brivido della tua pelle
ancora scorgo l’emozione sincera
di un infinito desiderio!
Perché ho guardato i tuoi occhi
e dentro ho letto mille parole
che mai avresti pronunciato
e mai mi dirai…
Perché ho sentito il calore delle tue labbra
che sfioravano le mie
con la stessa paura che domina
le emozioni dei primi Amori!
Perché ho sempre lasciato
un posto importante nel mio cuore
a chi del mio cuore ha rubato il ritmo
e lo ha poi fatto suonare a modo suo!
Perché per una volta ancora
ho sentito le emozioni dell’esistere
nell’avere il tuo viso fra le mie mani
e ancora affidarlo al Sogno!
Perché ogni istante di un abbraccio
ha ancora un profumo che
non vuole andar via
e non deve abbandonarmi!
Perché, forse, ancora non sai
quanto io ti Adoro!
Un anno fa…
28 giugno 2008
Non è un errore di battitura, purtroppo… E maledettamente mi rendo conto che non ha senso voler tornare indietro, perché non si può e perché probabilmente non avrebbe avuto senso.
Guardo il mio telefonino, uno dei telefoni che mi porto appresso, in quella frenesia che diventa consuetudine quotidiana. Leggo… Ore 01.03: un dolce ed intenso bacio.
È proprio quello che ancora non mi spiego, o vorrei non spiegarmi mai con gli occhi della razionalità, della frenesia e della quotidianità che fa parte della vita. Perché a me? Perché quel messaggio? Eppure non mi ha turbato il messaggio, anzi… Per come e quanto ti adoro (presente e non passato), cara Silvia, è il messaggio più logico che ci siamo sempre scambiati. Mi ha turbato tutto quello che è arrivato dopo! Mi è difficile accettare che tutto questo sia l’evoluzione di un progetto sublime, del quale evidentemente non ho capito proprio nulla…
28 giugno 2009: un anno fa si è accesa una nuova stella nel cielo che vedo sulla mia testa ogni giorno. Ciao Silvietta…

Ciao angelo
Molto rumore per nulla
Molto rumore per nulla
di Geronimo Carreras
www.geronimocarreras.it
Mi ricordo, diversi anni fa, che uno dei miei docenti mi disse “devi essere più politico” commentando il mio modo di parlare e di confrontarmi con la gente. In effetti ero irruento, un po’ crudo, come dice il mio compare Giuseppe “sanguigno”; e il docente, che stimo moltissimo per la sua critica costruttiva, voleva dirmi di abbassare la guardia nel propormi agli altri, diversamente avrei creato una barriera molto difficile da superare.
Intendeva insegnarmi, dato che era la sua materia, delle tecniche di comunicazione: in pratica usò quell’aggettivo (politico) come metafora per illustrarmi come il politichese sia un linguaggio elegante usato dai contendenti durante lo scontro elettorale, estendendo il momento a tutta la campagna politica che questo o quel partito, questo o quel politico, si apprestavano ad affrontare in caso di vittoria alle elezioni.
Non solo elezioni, ovviamente. Il politico usa il politichese per cercare di non incorrere in bieche insinuazioni che scoraggiano i potenziali elettori, non più con il prosciutto sugli occhi, ma anche i cittadini già fedeli e convinti del voto espresso. E se invece il voto è dall’altra parte, è bene conquistare un punto in più per il futuro.
Da alcuni anni assistiamo, involontariamente, a dei veri e propri scontri elettorali ispirati ai talk show americani, dove i due candidati (a qualsiasi carica, non solo di governo) si sfidano di fronte ad un pubblico presente in studio e di fronte alla naturale moltitudine di cittadini telespettatori, che diventano automaticamente la giuria dell’arena. Il moderatore – provocatore ha il compito di stuzzicare i contendenti per stimolare la discussione, molto spesso accesa da toni ed atteggiamenti abbastanza irriverenti.
Questo modo di fare ha ormai conquistato anche la nostra politica italiana, che oggi vede in contrapposizione due personaggi. Non mi interessa commentare il politico Silvio o Dario, anche perché questo mio intervento diventerebbe una propaganda elettorale in men che non si dica. Cosa che, in questo momento, non è il mio obiettivo. Invece mi preme sottolineare come la politica sia diventata un teatrino di bassa fattura (a destra e a sinistra), ma mentre noi cittadini crediamo di aver capito quanto gli attori del teatrino (ministri, senatori, deputati, consiglieri etc.) siano dei burattini, di fatto gli attori principali del teatrino diventano proprio gli ignari spettatori, quasi marionette mosse da quell’impetuosa voglia di chiarezza e giustizia, attualmente molto nascosta in chissà quale meandro della Camera o del Senato.
Palesemente non voglio additare un particolare politico come imbonitore, né mi voglio riferire solo alle alte cariche, perché di fatto è molto più facile trovare questo atteggiamento nei palcoscenici della politica locale più che in quella nazionale; però è anche vero che i grandi colossi della comunicazione ci rifilano più facilmente le gesta dei personaggi che governano “il Paese e non il paese” ed è dunque più evidente una frase di Silvio o di Dario (la par condicio impone che li citi tutt’e due) piuttosto che quelle di Emilio o di Giandomenico. È facile notare come un solo nome (Silvio o Dario) nel pensiero comune identifichi una sola persona, mentre il nome Emilio può far venire alla mente diversi personaggi, dal giornalista Fede al sindaco Floris ad esempio… questo significa che lo stress mediatico ha fatto il suo corso. L’immagine, intesa come completezza della persona e non solo la sua figura, di quel personaggio è stata sparata a ripetizione così tanto da farlo entrare nelle menti di tutti!
Rimanendo sul tema della comunicazione, mi disturba parecchio vedere che il politico non usa più il politichese! Almeno quanto mi disturberebbe notare la perdita della diplomazia nei rapporti istituzionali. Esiste infatti un Corpo Diplomatico che cura i rapporti fra il proprio Stato ed un altro, e proprio da questo delicato e gravoso compito nasce l’aggettivo “diplomatico”, che significa un modo di proporre determinate affermazioni con uno stile più elegante e aggraziato. Perché dunque i politici ora sono esenti dal proporsi con una veste più consona al ruolo che rivestono?
A questa considerazione voglio collegare l’episodio del 19 maggio scorso, quando il dottor Nicola Vendola noto Nichi, esponente di spicco del Movimento per la Sinistra e Presidente della Regione Puglia, ha letteralmente inferto un “vaffanc…” al Senatore Maurizio Gasparri, ex Ministro delle Comunicazioni ed ora Presidente del Gruppo PdL al Senato della Repubblica Italiana.
Una volta, darsi del ladro era un affronto gravissimo (anche se al popolo piaceva tanto), poi con l’andare del tempo le parole son diventate ben più colorite: ad esempio nell’aprile 2006 spuntò il volgare di “testicolo”, usato a dir la verità sia a destra sia a sinistra!
Sul vaffà potrei anche aggiungere che è comparso nella scena da molto tempo, e la sua carica volgare è stata decisamente smorzata anche dalla canzone del Masini di diversi anni fa. Questo calare di volgarità è stato suggellato da Beppe Grillo l’8 settembre 2007 con l’istituzione del V-Day, definito dallo stesso Grillo “Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta”.
Ciò non toglie che il vaffà sia un’espressione poco elegante e sicuramente non consona ad un personaggio di spicco della Politica. Ho usato volutamente la maiuscola per richiamare il concetto di πόλις (Polis) e dunque identificare il politico come colui che ha il compito di garantire l’attiva partecipazione dei cittadini alla vita politica. L’analogia è presto chiarita con la considerazione che nella Polis le norme di diritto erano uguali per tutti i cittadini, da qui la base della Giustizia Italiana che “la Legge è uguale per tutti”.
L’episodio di scontro Vendola vs Gasparri avrebbe dunque legittimato un uso del vaffà come chiusura discorsiva? Sinceramente no! Spero che abbia solamente evidenziato quanto i nostri rappresentanti politici non siano più in grado neppure di discutere fra di loro. E dunque faccia capire a tutti noi cittadini quanto sia necessario riconquistare un ruolo fondamentale di rappresentanza politica ed affidarlo solo a persone corrette, anche sul piano della comunicazione!
Geronimo Carreras
www.geronimocarreras.it
Il Permesso di Soggiorno non è un premio!
Sono passati otto giorni da quando la cronaca italiana ha riportato la notizia dell’aggressione a colpi di martello da parte di uno squilibrato ai danni di una coppia di anziani nella stazione centrale ferroviaria di Palermo. Dopo otto giorni le notizie, con il solito tam tam mediatico, sono praticamente sparite: rimane consegnata alla cronostoria degli accadimenti la triste vicenda, che purtroppo ha visto la morte dell’anziano mentre la moglie rimane in gravissime condizioni.
Ciò che più mi sconvolge, oltre alla triste morte dell’anziano, è la vigliaccheria di noi italiani di fronte ad un gesto del genere. E non solo: si aggiunge a tutto questo anche la beffa del permesso di soggiorno concesso agli extracomunitari che hanno bloccato l’assalitore e consegnato alla PolFer.
Potrebbe sembrare un discorso razzista, ed invece è tutto il contrario.
In prima battuta voglio considerare il folle gesto: ha dell’incredibile che un folle possa entrare in una stazione e prendere a martellate in testa due persone, non foss’altro perché questo testimonia che all’interno della stazione non esiste (o non è efficiente) un servizio di vigilanza che possa intervenire in tempi rapidi.
A questa triste considerazione c’è da aggiungere (e lo si evince facilmente visionando il filmato che la stessa PolFer ha diffuso e consegnato agli organi di stampa – LINK) che tutti i passanti non hanno mosso un dito per fermare l’atroce gesto violento che si stava consumando di fronte ai loro occhi. Senza dubbio la repressione dei reati non è un compito del libero cittadino, che però ha non solo il diritto ma anche il dovere civico di intervenire quando si compie un reato di fronte ai propri occhi… e invece, come se nulla fosse, la gente ha continuato a passeggiare nella galleria della Stazione Centrale!
Un gesto di estrema civiltà e di coraggio è stato invece espresso da due cittadini extracomunitari (ed anche clandestini) che, sbigottiti delle due scene, hanno immobilizzato l’aggressore e successivamente consegnato al posto di Polizia Ferroviaria. Solo allora i “coraggiosi” italiani si sono scagliati contro l’aggressore… Sicuramente una dimostrazione di vigliaccheria! Per farla più terra-terra, è questo il modo in cui i “coraggiosi” cittadini italiani hanno dimostrato di avere gli attributi?
Personalmente mi ritengo ancora più offeso non tanto per il gesto pusillanime, quanto per il fatto che ai due extracomunitari sarà presto accordato come premio il permesso di soggiorno… Ma non nel senso che non se lo meritano, per carità! Anzi…
Il Permesso di Soggiorno, come da sua definizione, è un’autorizzazione a soggiornare nel nostro paese per più di tre mesi, per poter svolgere delle attività lavorative, di studio o turistiche. I due cittadini extracomunitari invece hanno dimostrato con il loro gesto di essere persone stimabili e rispettabili, degne di essere considerate cittadini italiani più di tutti quelli che non hanno fatto alcunché per impedire quel reato! Hanno dato prova di senso civico oltreché di coraggio. Per questo motivo non avrebbero dovuto ricevere il permesso di soggiorno bensì la cittadinanza onoraria!
In Italia la Cittadinanza Onoraria, con tutto il rispetto per la valenza di questo riconoscimento, è stata riconosciuta a cani e porci… e non è un modo di dire almeno per i cani! Il Comune di Matrice, in provincia di Campobasso, ha proposto la Cittadinanza Onoraria a Peppino, un cane meticcio presente in tutte le manifestazioni popolari della città (notizia confermata sul sito del Comune di Matrice all’indirizzo http://www.comune.matrice.cb.it); a Ferrazzano (sempre in provincia di Campobasso) è stata concessa la Cittadinanza Onoraria all’attore Robert De Niro poiché i suoi bisnonni partirono alla volta dei lidi americani proprio da questa città…cb.it/
Se mai ci fosse bisogno, andiamo a scomodare la dottrina che definisce la cittadinanza onoraria come “un’onorificenza concessa da un comune per onorare una persona non residente, che, per motivi diversi, è ritenuta legata alla città per il suo impegno o per le sue opere”. Direi che i due extracomunitari (quant’è bello far finta di nulla quando fino a pochi minuti prima erano clandestini) hanno dimostrato di essere legati alla città e con il loro impegno e la loro opera si sono distinti per senso civico, lealtà e coraggio! Senza poi togliere la doverosa considerazione che, essendo clandestini, hanno rischiato la denuncia immediata presso il posto di Polizia…
E invece continuiamo a farci contorti ragionamenti (il concetto più chiaro che abbrevio per eleganza è “S.M.”) sulla liceità o meno della Cittadinanza Onoraria del Comune di Firenze a Beppino Englaro, a Vittorio Sgarbi nel comune di Sant’Antioco, alla revoca della stessa sempre del Comune di Firenze a Benito Mussolini (…ah ecco!).
Ma la cronaca, dopo la triste morte dell’anziano, che cosa ci ha riportato? Facile: nulla! Forse perché fa più notizia la proposta del premio nobel per la pace a Silvio Berlusconi “per il suo impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale”.