L’Assurdo dei miei Sogni
Oggi, come se oggi fosse interminabile
oggi è più di ieri e meno di domani
e ogni sola parola diventa frastuono
se sgorga dalle tue labbra.
Se oggi mi amassi….
oggi sarebbe un eterno
perdurare di gioia
infinita goduria di te!
Se oggi fosse inverno
sarei la neve che fiocca
e si posa sul tuo corpo
che attende impassibile
la danza dei cristalli.
Se oggi fosse primavera
sarebbero i germogli di primizie
a farti scoprire i profumi delicati delle mie dita
che attraversano le cime
del tuo corpo ancora fremente
e bramoso di me.
Se oggi fosse estate
ogni goccia stillata del tuo corpo
sarebbe acqua di sorgente per le mie labbra
che ancora ti attendono
e ti accolgono nel sogno lussurioso.
Se oggi fosse autunno
ogni foglia che cade dagli alberi
farebbe la danza rituale
per accarezzare il tuo corpo
e portare al tuo cospetto
l’infinito desiderio di sentirti
cadere su di me, come tutte le foglie
d’autunno dai rami intrecciati
come l’assurdo dei miei sogni…
(Nejior Marrorseca)
…amorillo <3
Giuliano Amato (poco)…
Egregio signor Giuliano Amato
Con grande rammarico ed amarezza leggo oggi, 24 agosto 2011, sulle notizie del quotidiano L’Unione Sarda, una citazione di una sua frase che rumoreggia così: “troppa Sardegna nella vita politica italiana.”.
Premetto che non ho certamente gradito la frase, da persona orgogliosa di essere Sarda e con la “S” maiuscola, e prima di strappare qualche byte al mio blog per dedicare questa mia riflessione sulla sua intrepida affermazione ho esitato qualche ora. Fatto salvo il commento su Facebook, espresso con un epiteto in sardo che però ha reso perfettamente l’idea anche a coloro che di sardo ne masticano poco.
Serie A – Serie B… Serie Z. Io la vedo così…
Ecco, finalmente, la nota di cui si parlava così tanto…
http://www.facebook.com/notes/sandro-cocco/volontari-di-serie-a-e-di-serie-b-/1943717565797
Mi è sfuggita, evidentemente. Mea culpa per non averla vista ed eventualmente per non aver espresso la mia opinione.
Probabilmente qualcuno si sarà accorto che da un po’ di tempo sto evitando di commentare e di rispondere ai “panni sporchi” di Croce Rossa in una bacheca pubblica come Facebook, sperando di avere a che fare con colleghi che hanno la capacità di dialogare e di individuare il problema per migliorare e non per distruggere la controparte… Invece, mio malgrado, continuo a scoprire sempre più frequentemente che sono spesso circondato da persone dalla doppia faccia, allenate sapientemente nella disciplina del doppiogiochismo.
Lo sfogo di Alessandro è assolutamente lecito, o quantomeno legittimato dalla continua, e talvolta ossessionante, cantilena di lamentele postata sulle pagine di un Social Network, che probabilmente è nato non come “forum” (i tecnici di Internettismo avranno carpito la differenza sostanziale) bensì come uno spazio dove chiunque può raccontare della propria esistenza.
Certo, chi fa parte della CRI ha ovviamente la possibilità di usare la bacheca virtuale per raccontare e raccontarsi, per rappresentare il proprio vissuto e di enfatizzarlo a proprio piacimento, non foss’altro perché risponde in prima persona di ciò che scrive (quando ha almeno la faccia di usare il proprio Nome e Cognome); e tale Sistema di Comunicazione (da Formatore Nazionale PSTI mi vien facile il parallelo con una delle lezioni che prediligo nei corsi Istruttori) è anche un ottimo veicolo di “fidelizzazione” dei tanti altri colleghi che sovente si dilettano nel prendere parte a delle polemiche spesso sterili, probabilmente animati da uno spirito che personalmente non credo sia proprio di Croce Rossa.
Lo dico amaramente, per il semplice fatto che continuo ad essere orgoglioso di portare quell’emblema sul maglione blu (anche in questo caso sono volutamente provocatorio nella citazione del colore della divisa) o sulla magliettina logora e sbiadita dai tanti interventi. Sono fiero di appuntare sulla mia giacca la spilla di Croce Rossa, senza che questa riporti alcuna scritta, proprio perché credo che ognuno di noi sia (e debba essere) una rappresentazione di tutta la Croce Rossa anche nella vita quotidiana…
Dopo aver letto alcuni commenti, fra l’altro anche condivisibili se questi fossero stati proposti nelle sedi appropriate, mi chiedo (e vorrebbe essere una domanda retorica, ma non so fino a quanto lo possa essere realmente ) se il Punto d. del Paragrafo 5 dell’Articolo 1 del Capo 1 (in CRI piacciono tanto queste long-lists) del Codice Etico e di Buona Condotta sia noto agli autori di questi innumerevoli post…
Per non affaticare la mente nel ricordare ogni capoverso del Codice: “Quest’azione mette in luce positivamente, o almeno non negativamente, me e la Croce Rossa Italiana?”.
La risposta è facile, forse scontata…
Lo stesso Codice individua una responsabilità fondamentale per tutti gli appartenenti alla Croce Rossa Italiana, siano essi Volontari o Dipendenti: “instaurare rapporti di lavoro positivi con gli altri volontari o colleghi, prendendo coscienza dell’importanza dell’interazione.”.
Interazione… una bella parola che molto spesso è dimenticata in qualche deposito di rifiuti speciali! Inter-Agire… Agire Insieme. So benissimo che il significato di questa parola è ben noto a tutti quanti, probabilmente è meno nota l’applicazione di tale significato alla realta locale di ogni singolo gruppo di CRI. Poiché interagire non significa essenzialmente “fare (bene) qualcosa con gli altri”, ma più esattamente, da definizione enciclopedica, si tratta di una “influenza reciproca tra due fenomeni, elementi, persone etc.”. Ovvero le persone devono essere propositive nell’ottica di influenzare positivamente le attività di tutti… In pratica, un lavoro d’equipe! Come quello che si svolge in ogni servizio di Croce Rossa, sia esso in aiuto degli indigenti, dei drop-out, dei malati, sia in ambulanza, sia con i fedelissimi amici cani da soccorso, etc.
L’interazione porta inevitabilmente all’evidenza delle criticità: sbaglia solo chi agisce, chi sta immobile a guardare non sbaglierà mai! Un po’ come quel detto che gli incidenti stradali capitano a chi guida… Ovviamente è bene porre una giusta prudenza (nella guida, come nella conduzione di un Comitato o Gruppo di Croce Rossa
), ma è altresì evidente che solo con la giusta collaborazione di tutti si possono affrontare le criticità ed individuare le azioni correttive da apportare. Nei “percorsi qualità” questo modus operandi è spesso abbreviato come P.A.O. (Piano di Adeguamento Organizzativo), dove si analizzano i processi per codificare le Procedure Operative definitive. Perché in Croce Rossa questo non deve esistere? (Altra domanda pseudo-retorica).
Perché dobbiamo continuare ad apparire come un branco di cani sciolti anziché uniformare tutto il nostro operato ad una linea guida comune? Eppure siamo avvezzi alle linee guida: siamo i primi a confrontarci nelle gare di soccorso sfoderando incredibili capacità nell’esecuzione di tecniche dettate da linee guida… La linea guida non è un dettame supremo che proviene dal “vertice della piramide”! Ricordo bene che lo stesso Commissario Nazionale dei VdS, nella sua visita a Cagliari, ha ben ricordato che l’input proviene dalla “base”… e la base siamo noi, tutti noi!
Ho scritto una nuova nota per non intasare il thread di Alessandro, ma ho volutamente inserito il link della sua nota nella mia, proprio per poter fare un riferimento diretto alla discussione. Questa considerazione la inserisco alla fine del mio intervento, citando con grande stima e rispetto i colleghi che hanno ispirato il titolo di questo mio: Gianni, Sandro, Giovanna… nei vostri post avete usato una serie di lettere che hanno qualcosa di curioso…
Serie “A” – Serie “B” – Serie “Z”… involontariamente A-B-Z è l’abbreviazione di Ambulanza
Unico…
Per anni ho guardato davanti a me
senza vedere un capolavoro
di linee sinuose disegnate
con una sapiente matita.
Poi un giorno ho detto: “sei unico”…
guardando tutto il disegno,
le prospettive, i punti di fuga,
le ombreggiature e i soggetti.
Ho guardato un tramonto unico
sullo specchio dell’acqua
che rifletteva il sole
e il suo colore focoso…
Ho guardato un cielo unico
arricchito dai pindarici voli
di allegre rondini
che danzano a festa…
Ho guardato una tempesta di cielo
impolverata dal luccichio cosmico
delle infinite stelle
disposte dall’Artefice.
Ho guardato almeno mille volte
il tuo sguardo unico…
Io e il Festival…
Proprio ieri sera postavo su Facebook un nuovo stato in risposta ad un amico che mi parlava del tanto chiaccherato Festival di Sanremo, e scrivevo “Geronimo Jerry Carreras è riuscito a non vedere neppure 2 secondi del Bestiaval di Sanscemo!! Che culo!
”…
Le repliche a questo post non sono mancate, ma quello che mi ha stupito di più è che me n’è arrivata una in posta privata (chissà perché poi questi elementi non scrivono mai in pubblico
) tacciandomi di essere un esterofilo adducendo motivazioni poco credibili sulla mia poca simpatia verso il vincitore, sardo quanto me, Valerio Scanu.
Nel mio blog di solito scrivo su argomenti un po’ più seri, ma è anche vero che ogni tanto qualche frivolezza non guasta, e per questo rispondo dalle pagine del mio muro, replicate in automatico anche sul social network del momento.
Il piccolo Riccardo è arrivato a Cagliari!
E poi dicono che la sanità italiana non funziona!
Ma allora mi spiegate come è possibile che un “bimbo di 17 mesi”, tal Riccardo C., sia arrivato fino a Cagliari partendo da Firenze nel lontano marzo 2007 con una leucemia fulminante?
Forse, più semplicemente, si tratta di una bufala ovvero di una palese bugia!!
Condanna alla violenza!
Sono da poco trascorsi un paio di minuti dopo l’una del mattino, sono a casa di fronte al mio PC e vedo scorrere ancora immagini e notizie sull’aggressione al Premier Berlusconi.
Quando l'amico ti pone il quesito impossibile…
Approfitto del quesito posto da Andrea ieri mattina per trasformare il mio spazio web (collegato all’account di Facebook) in una vera e propria bacheca virtual, come è giusto che sia un blog…
Ovvero mi piacerebbe tantissimo che i miei amici e visitatori si esprimessero su questo argomento, che non ha nulla di trascendentale o di pubblico interesse per la collettività, ma certamente sarà capitato a chiunque di trovarsi in questa situazione, e allora… perché non aiutare Andrea in massa??
Dico la mia sull'influenza
Francamente anche io non so proprio cosa pensare.
Premetto che faccio parte di uno di quei “servizi essenziali” di cui si parla tanto e che, dunque, dovrei essere già vaccinato… ed ovviamente non lo sono ancora, e stando ad alcune considerazioni del tutto personali non credo che mai lo sarò.
8 marzo: la festa della gonna?
L’anno scorso ho proposto questo “pezzo” per cercare di sfatare la solita filastrocca della Festa della Donna… credo che sia il caso di riproporlo anche quest’anno!
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8 marzo 2012. Da calendario, san Giovanni di Dio… come l’ospedale cagliaritano! Sfogliando fra i vari santi e beati del giorno trovo un ricco elenco di nomi improbabili come Botmaele o Teofilatto, Unfrido o Veremondo, ma nella ricca lista di persone che sono riconosciute degne di lode e menzione particolare da Santa Romana Chiesa purtroppo non trovo un nome femminile, o pseudotale dati i risultati ottenuti dalla povera ricerca effettuata.
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